La truffa funeraria arriva questa volta da oltre Manica. E racconta una delle vicende più inquietanti mai emerse nel settore funerario britannico.
Leggi tuttoLa nuova truffa corre su WhatsApp: falsi annunci di morte e funerali
Una nuova forma di truffa sfrutta uno dei momenti più delicati della vita: la comunicazione della morte di una persona cara. Il raggiro passa da WhatsApp e utilizza messaggi apparentemente autentici, nei quali vengono indicati anche la data dei funerali e la chiesa nella quale dovrebbe essere celebrata la cerimonia.
Leggi tuttoCampanelli d’allarme per un funerale: come riconoscere comportamenti poco trasparenti
Affrontare un lutto significa trovarsi in una situazione di grande fragilità emotiva. In poche ore, la famiglia deve spesso prendere decisioni importanti legate all’organizzazione del funerale, ai servizi da scegliere e ai costi da sostenere. Proprio per questo è fondamentale prestare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme per un funerale, cioè quei comportamenti che possono indicare poca chiarezza, pressioni indebite o pratiche commerciali scorrette.
Leggi tuttoCon la scusa del funerale convenzionato, ti togli di mezzo gli avvoltoi
La camera mortuaria dovrebbe essere un luogo di silenzio e rispetto. È lì che i familiari arrivano dopo la perdita di una persona cara, spesso ancora sotto shock, con la necessità di affrontare in poche ore decisioni importanti.
Eppure capita sempre più spesso che proprio nei pressi delle camere mortuarie o nei corridoi degli ospedali qualcuno provi ad avvicinare i familiari per proporre servizi funebri.
Leggi tuttoSegnalazioni illecite di imprese funebri: quando a farle non sono solo OSS e infermieri, ma anche medici
Nel delicato momento che segue un decesso, le famiglie dovrebbero poter contare su un ambiente neutrale, rispettoso e privo di qualsiasi interferenza commerciale. La realtà, però, continua a raccontare altro.
Da tempo si rivelano episodi di segnalazioni illecite di imprese di pompe funebri da parte di infermieri e operatori socio-sanitari (OSS) all’interno delle strutture sanitarie. Una pratica scorretta, vietata e più volte richiamata anche a livello normativo. Oggi però emerge un fatto ancora più grave: in una struttura ospedaliera della provincia di Monza e Brianza, la segnalazione sarebbe arrivata da alcuni medici.
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