Emergenza coronavirus: la differenza tra le imprese funebri preparate e quelle a rischio estinzione

Coronavirus covid-19

È record di decessi per il covid-19. Questa situazione sconfortante, che sta ormai mettendo a dura prova l’intero pianeta, sta imponendo modifiche sostanziali all’uomo, dalle sue abitudini al lavoro, dagli affetti ai funerali. Tutto cambia, con grande velocità. Il settore funebre corre più che mai. C’è molta pressione. I morti per coronavirus e per altre cause aumentano, le bare si accumulano e i regolamenti che dovrebbero stabilire le procedure da seguire per la gestione, ad esempio, delle sepolture vengono stravolti di giorno in giorno. E per di più non sono sempre comprensibili. Leggi tutto



«Le celle frigorifere sono piene». È solo una scusa per portare la salma nella casa funeraria e spillarvi soldi

Lutto

Vi mettono fretta, quando voi vorreste prendervi giustamente tutto il tempo che serve per metabolizzare la perdita del vostro caro. Vi dicono che i posti nelle celle frigorifere dell’ospedale sono esauriti, costringendovi ad attivarvi e prendere decisioni per le quali il tempo non basta mai. Nel pieno del lutto, di fronte all’insistenza spietata degli operatori di alcuni ospedali di Milano, che vi ripetono «le celle frigorifere sono piene», finite per andare nel panico. E tra i tanti dubbi e confusione, la cosa più semplice da fare è quella di chiedere un aiuto proprio alla persona di fronte. E qui cadete nella trappola.

 

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Se riuscite a strappare solo cartelli delle altre imprese funebri, allora forse è meglio che cambiate mestiere

Strappare i cartelli funebri

Sintomo di debolezza. Indubbiamente. Per quelli che si preoccupano di stracciare i cartelli altrui – si veda la recente denuncia di Outlet del Funerale – anziché fornire servizi funebri qualitativamente elevati a prezzi adeguati. Sintomo anche di povertà intellettuale e organizzativa: al posto di deturpare l’iniziativa commerciale di un’impresa di onoranze funebri, con un’azione a dir poco disdicevole, potrebbero strutturarsi e cercare di offrire funerali (con cremazione o tumulazione o inumazione) in grado da una parte di soddisfare pienamente le necessità dei familiari del caro estinto e dall’altra di evitare di prosciugare a questi ultimi il conto in banca. Leggi tutto



Bocciata la petizione per bare ecostenibili. Scorretta e imprecisa. Anche perché il legno delle bare non è quasi mai pregiato!

Involucro riciclato al posto della bara?

Il legno pregiato non c’è quasi mai nelle bare per la cremazione. Lo diciamo da una vita. Eppure le persone faticano a crederci. Molti scelgono erroneamente di fidarsi degli imprenditori funebri che piazzano conti da 4000 euro o più, per un funerale che non vale nemmeno la metà. Voce di spesa tra le più rilevanti? Il cofano funebre. Per i non tecnici: la bara. In fase di preventivo del funerale viene giustificato il prezzo elevato della bara per la qualità di legno, pregiato, qualitativamente superiore. Tutti abboccano. E pagano, solo per quello oltre 2000 euro. D’altronde che altro si potrebbe fare in quella sede, nel bel mezzo di un lutto? Leggi tutto



Quando il malato terminale esala l’ultimo respiro… Occhio al raggiro!

Avvoltoi dei funerali

Lo dice la parola stessa: non ci sono più possibilità di salvezza quando si è classificato come malato terminale. Il paziente è destinato, generalmente nel breve periodo, a passare all’altro mondo. Fra tante persone che si prodigano per lui, alcuni avvoltoi mascherati attendono fiduciosi la preda.

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