Bocciata la petizione per bare ecostenibili. Scorretta e imprecisa. Anche perché il legno delle bare non è quasi mai pregiato!

Involucro riciclato al posto della bara?

Il legno pregiato non c’è quasi mai nelle bare per la cremazione. Lo diciamo da una vita. Eppure le persone faticano a crederci. Molti scelgono erroneamente di fidarsi degli imprenditori funebri che piazzano conti da 4000 euro o più, per un funerale che non vale nemmeno la metà. Voce di spesa tra le più rilevanti? Il cofano funebre. Per i non tecnici: la bara. In fase di preventivo del funerale viene giustificato il prezzo elevato della bara per la qualità di legno, pregiato, qualitativamente superiore. Tutti abboccano. E pagano, solo per quello oltre 2000 euro. D’altronde che altro si potrebbe fare in quella sede, nel bel mezzo di un lutto?

Le bare non sono quasi mai fatte di legno pregiato

Vi togliamo subito dal dubbio: di bare in legno pregiato ce ne sono poche! Dunque pagate legno normale a peso d’oro. E questo la dice lunga anche sulla petizione che sta circolando su change.org dal titolo “Anche le bare devono essere eco sostenibili, gli alberi ci servono vivi!!!”. Le imprecisioni qui non si contano. Fortuna vuole che stavolta non siamo gli unici a notarlo. Leggiamo su tgfuneral24.it una lettera incontrovertibile di Assocofani di Federlegnoarredo. L’Associazione italiana dei produttori di cofani ed accessori funebri replica a ogni inesattezza presente nella petizione: ad esempio il quantitativo sia di casse destinate alla cremazione e sia di CO2 prodotta dalla combustione è sensibilmente inferiore a quanto dichiarato. E ancora precisa che il legname delle bare da cremazione è realizzato con «legni di conifera delle specie di abete rosso, pino e paulownia (le bare fatte con quest’ultima specie arrivano dalla Cina e il legno proviene da piantagioni artificiali a turno breve) non sono considerabili come “legno pregiato” e nemmeno tra le specie considerate a rischio di estinzione legate alla perdita di biodiversità».

 

Ma poi chi vorrebbe il caro estinto dentro un imballaggio riciclato!?!

Contrarietà ad oltranza, per quanto ci riguarda. La petizione non tiene conto di un altro aspetto, non sottovalutabile: è un poco triste affidare una persona cara a un imballaggio riciclato. Colloquialmente sarà funerale, ma nel cuore di chi resta sono onoranze funebri e meritano altro rispetto che un carico a perdere. Anche nelle onoranze funebri più economiche rispetto e distinzione sono valori sacri: siamo fieri di offrire a tutti un ultimo viaggio in un sarcofago di legno, di vero legno (non pregiato chiaramente), in onore di chi è andato avanti. Come gli uomini, gli alberi nascono, vivono, muoiono, si trasformano e tornano fra noi, a suo tempo e con dignità.

 

Outlet del Funerale attento a celebrare degnamente la vita appena terminata

Outlet del Funerale è da sempre attento al dolore della perdita e ha tutte le attenzioni possibili per delle onoranze funebri che celebrino in modo degno la vita appena terminata: sacrificare un centesimo di albero, piantato e cresciuto apposta, non è devastazione della natura ma rendere omaggio alla vita che ci lascia. Per ogni albero sacrificato in onore del caro estinto, altri prendono il suo posto. Il commercio di legno vergine aumenta il numero di alberi e l’estensione delle foreste – non il contrario – che infatti sono in aumento in tutta Europa. I palliativi all’uso del legno, nella pratica, si sono dimostrati molto più negativi per l’ambiente e devono essere considerati con molta attenzione. I nostri cari meritano il meglio, anche nel momento del loro ultimo viaggio, per i vostri cari vedete voi, ma lasciateci dirgli addio in modo degno.