Anomali trasporti della salma. Segnalazioni dal forno crematorio: «Impresari funebri trasportano le salme con la station wagon»

Per trasportare una salma, in un qualsiasi luogo (dalla chiesa al cimitero o al forno crematorio), è strettamente necessario disporre di un carro funebre. Si tratta di un veicolo che deve presentare precise caratteristiche – stabilite dalla legge e accertate dall’Asl – per circolare su strada.

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Il trasporto della salma: regole e normative

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Trasporto SalmaIn Italia il trasporto della salma dal luogo del decesso (abitazione privata, struttura sanitaria, obitorio) al cimitero viene effettuato all’interno di un cofano funebre disposto su un carro chiuso, o su altri mezzi di trasporto richiesti espressamente da chi organizza il funerale. Se il tragitto non supera i 100km il defunto può essere trasportato in sola cassa di legno.

Il trasferimento della salma viene effettuato sempre da un’impresa funebre che si incarica di tutte le procedure: la famiglia può scegliere il mezzo di trasporto che preferisce tra quelli messi a disposizione.

Generalmente la salma non viene trasferita prima di 24 ore dalla dichiarazione di avvenuto decesso, lasso di tempo che viene considerato di osservazione per assicurarsi che non si ripresenti alcuna manifestazione di vita.

Prima di procedere con il trasporto del defunto, si effettua normalmente la vestizione della salma (eseguita da ditte specializzate), un processo che non implica solo il dover vestire con abiti scelti dai parenti il corpo del defunto, ma anche un’attività di igienizzazione della salma stessa.

Vi sono, tuttavia, casi speciali in cui devono essere effettuate operazioni differenti. Se la causa di morte è da imputare a malattie infettive presenti nell’elenco divulgato dal Ministero della Sanità, la salma deve necessariamente essere riposta all’interno del cofano funebre con gli abiti che indossa avvolto in un lenzuolo disinfettato con apposita soluzione.

Una volta preparata la salma si può procedere con il suo trasferimento.

Se questo avviene all’interno di un solo comune, il Comune può stabilire e pretendere il pagamento di una somma per il permesso concesso al trasporto funebre.

Nel caso, invece, si debba procedere con il trasporto verso altro Comune, sia il Comune di partenza che quello di arrivo possono imporre una tassa di trasporto (attenzione, però, che per legge non può superare quella stabilita per i trasporti di ultima categoria che vengono effettuati all’interno del suolo comunale).

I carri funebri sono dei mezzi di trasporto normali? Assolutamente no. Per legge devono rispettare delle rigide normative di igiene e sicurezza: devono essere totalmente ricoperti in lamiera (o altri materiali impermeabili) che possa essere disinfettabile. I carri devono essere muniti di certificato di idoneità rilasciato dalle autorità competenti, che ne possono richiedere l’esibizione in qualsiasi momento.

Il trasporto della salma a Milano e in tutte le altre città può essere effettuato su orari che vengono disciplinati dal sindaco del singolo Comune, che ne regola altresì i tragitti cittadini percorribili. L’incaricato dell’agenzia funebre che si occupa del trasferimento del defunto deve mostrare all’ingresso del cimitero un documento che attesti l’autorizzazione del Sindaco a tale pratica.


Becchino dietro le sbarre: raccoglieva l’oro dai cadaveri cremati per rivenderlo

Dopo la cremazione il becchino scrutava le ceneri dei defunti per individuare oggetti preziosi da smerciare ai compro oro

Il mese scorso un becchino di Faenza (Emilia Romagna) è stato tratto in arresto poiché colpevole della sottrazione di pezzi d’oro (denti e talvolta anche anelli), individuati tra le ceneri dei defunti cremati, e della loro vendita.

Compro oro compiacenti

L’uomo, di 50 anni di età, aveva stretto rapporti con due compro oro ai quali rivendeva il materiale aureo rinvenuto durante il lavoro di becchino. Solitamente riusciva a piazzare pezzi da 10-15 grammi cadauno.

La normativa sulla cremazione

Il necroforo agiva in barba alle regole: secondo la normativa le ceneri dei defunti cremati devono essere posizionate nelle urne cinerarie e la restante parte va considerata rifiuto speciale soggetto a smaltimento.

La condotta illecita sarebbe cominciata nel 2014

Stando alle indagini condotte dai carabinieri della zona parrebbe che la condotta illecita del becchino sia iniziata nel 2014 e che abbia dato origine a decine di episodi.


Iva compresa o non compresa? Ecco un’altra “fregatura” sul funerale. E il cliente paga…

Truffe e fregature dilagano: le pompe funebri giocano furbescamente sul fattore Iva nel momento della vendita del funerale

Novità in materia di truffe sul funerale. Nei giorni scorsi abbiamo scoperto che un’agenzia di pompe funebri, nella vendita di un funerale nella provincia di Milano, ha esposto nel dettaglio tutte le voci di spesa relative al servizio, precisando più volte che la cifra complessiva indicata era comprensiva di Iva.

Dove sta la fregatura?

L’Iva inclusa nel preventivo del funerale è diventata magicamente esclusa con la fattura. Ciò vuol dire che rispetto al costo del funerale pattuito, il cliente ha dovuto sborsare il 22% in più, ossia l’Iva.

Le pompe funebri “giocano” sul fattore Iva

Prima dicono che è compresa e poi negano tutto. Il consiglio che sentiamo di darvi è quello di non abbassare mai la guardia con le agenzie di pompe funebri, perché è risaputo che molte di esse sono inclini a fare qualche tipo di “magheggio”.