Nel delicato momento della perdita di una persona cara, le famiglie dovrebbero poter contare esclusivamente su sostegno, conforto spirituale e vicinanza umana. È questo, da sempre, il compito fondamentale degli uomini di chiesa.
Eppure, ogni tanto, emergono racconti che fanno riflettere: famiglie che, nel pieno del dolore, si sentono rivolgere domande o osservazioni sul perché abbiano scelto una determinata impresa funebre piuttosto che un’altra. Episodi sporadici? Forse. Coincidenze? Può darsi. Ma il dubbio merita comunque una riflessione.
Sacerdoti ai fedeli, impresa funebre ai funerali
Il diritto canonico, così come il semplice buon senso pastorale, richiama il sacerdote alla sua missione principale: accompagnare spiritualmente i fedeli, senza interferire nelle scelte di carattere economico o commerciale delle famiglie.
In fondo, la domanda sorge spontanea: è opportuno che un ministro di culto suggerisca, indirizzi o, peggio ancora, esprima disappunto per la scelta di un’impresa funebre? La risposta appare piuttosto semplice: no.
La libera scelta dell’impresa funebre appartiene esclusivamente alla famiglia, che deve poter decidere serenamente, secondo le proprie esigenze, la capacità economica, la fiducia maturata nel tempo o semplicemente la conoscenza personale dei professionisti coinvolti.
Il sacerdote rappresenta un punto di riferimento spirituale, non un consulente commerciale. Il suo compito è alleviare il dolore, non orientare il mercato.
I familiari in lutto
Naturalmente, siamo certi che la stragrande maggioranza dei sacerdoti svolga il proprio ministero con equilibrio, sensibilità e assoluta correttezza. Proprio per questo, quando emergono comportamenti che possono essere interpretati diversamente, è giusto ricordare un principio tanto semplice quanto fondamentale: la chiesa è chiamata a fare il bene delle anime, non gli interessi di qualcuno.
Anche perché, in un momento tanto delicato come quello del lutto, l’unico interesse che dovrebbe contare è quello della famiglia.
Non solo sacerdoti per i consigli non richiesti sull’impresa funebre
Il tema, tuttavia, non riguarda esclusivamente gli uomini di chiesa. Nel corso degli anni, infatti, sono giunte segnalazioni e racconti che chiamano in causa, seppur in modo sporadico e certamente non generalizzato, anche figure appartenenti al mondo sanitario: infermieri, medici e altro personale impegnato nelle strutture ospedaliere o assistenziali.
Chi opera nella sanità, così come chi svolge un ministero religioso, è chiamato prima di tutto ad assistere, sostenere e accompagnare le persone. Ogni eventuale indicazione che possa essere interpretata come un orientamento commerciale rischia invece di compromettere quel rapporto di fiducia che deve sempre restare al centro dell’assistenza e della cura.
E voi, cari lettori, avete mai avuto la sensazione che qualcuno abbia cercato di influenzare una vostra scelta in un momento così difficile?
Per segnalazioni e informazioni, contattateci.
