Un’altra tegola sul settore funerario: “urne con terra e pietre”, il caso riportato dalla stampa

Urne con terra e pietre

Alcuni organi di stampa starebbero riportando in questi giorni nuovi sviluppi relativi a vicende già emerse in passato presso il cimitero Flaminio di Prima Porta, a Roma.

Secondo quanto ricostruito a livello giornalistico, si parlerebbe – il condizionale resta d’obbligo – di presunte irregolarità nelle operazioni di cremazione, con casi in cui ai familiari sarebbero state consegnate urne cinerarie contenenti materiali diversi dalle effettive ceneri dei defunti. In particolare, alcune testimonianze farebbero riferimento alla presenza di terra e pietre all’interno delle urne

Cremazioni non eseguite: le ipotesi e i precedenti

Le ricostruzioni riportate dalla stampa ipotizzerebbero scenari già oggetto di indagine negli anni scorsi, in cui le cremazioni richieste potrebbero non essere state eseguite, mentre i feretri sarebbero stati destinati ad altre pratiche cimiteriali. Non solo. Sarebbero state consegnate urne con terra e pietre anziché con i resti del caro estinto.

Si tratterebbe, qualora confermato, di episodi estremamente gravi, sia sotto il profilo penale sia per l’impatto umano sulle famiglie coinvolte.

Il fondamentale ruolo degli accertamenti

Al momento, è opportuno sottolineare come ogni valutazione definitiva spetti esclusivamente all’autorità giudiziaria, chiamata a fare piena luce sui fatti e ad accertare eventuali responsabilità.

In attesa di eventuali sviluppi, le notizie riportate restano quindi da considerarsi come ricostruzioni giornalistiche, che dovranno essere verificate nelle sedi opportune.

Un tema che riguarda tutto il comparto funebre

Se tali circostanze dovessero trovare conferma, si configurerebbe tuttavia una nuova e rilevante criticità per il settore funerario, già negli ultimi anni interessato da episodi che hanno messo sotto pressione l’intero comparto, soprattutto sul piano della fiducia. Si pensi ad esempio alle segnalazioni fatte dal personale sanitario alle imprese funebri compiacenti per incassare una percentuale sul funerale procacciato o la presenza di personale nei luoghi di decesso per entrare in contatto con i familiari del defunto.

Il tema della tracciabilità delle operazioni, dei controlli lungo la filiera funebre e della trasparenza nei confronti dei familiari tornerebbe quindi al centro del dibattito, in un ambito che richiede standard elevatissimi di correttezza e affidabilità.

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