Operatori funebri in un giorno di ordinaria follia al Comune di Milano: «Stai attenta che ti buttiamo giù dalle scale»

Un giorno di ordinaria follia Comune di Milano

Quando si deve fissare un funerale a Milano, ci si reca obbligatoriamente di persona negli uffici del Comune, in via Larga. Prima ancora che le porte vengano aperte, ci sono già operatori funebri che hanno preso il posto (alcuni arrivano alle 6.00 del mattino); spesso non sono però in fila fuori dal portone del Comune di Milano, ma sono al bar e spuntano poco prima che il portone si apra. Tanto c’è un compare in coda che garantisce loro la presenza… L’ordine è quindi autostabilito: uno in coda, gli altri al bar.

Questo è il motivo per il quale si entra nel Comune di Milano con calma, si posano valigette e documenti in sala d’aspetto e, rispettando l’ordine autogestito, ci si avvia a prendere il proprio numero. Tanto l’impiegato del Comune eroga il numero seguendo l’ordine che gli viene dettato dalle note e solite persone che garantiscono la presenza reciprocamente.

Ma se gli operatori funebri che erano di fronte al portone, che sono saliti allo sportello e che dopo un’attesa di diversi minuti, non vedono presentarsi nessuno allo sportello (di quelli che erano al bar) per il ticket, che possono fare? Si aspettano i padroni del vapore?

Sono le stesse domande che si è posta un’operatrice funebre che all’apertura (mercoledì 2 settembre 2020) ha pazientato per diverso tempo, in virtù del “rispetto” della fila anomala. Nessuno si è fatto vivo. Così, guardandosi intorno e non vedendo alcun collega arrivare, si è fatta avanti allo sportello, ottenendo il ticket numero 1.

Apriti cielo. Mentre l’impiegata le stava consegnando il tagliandino si è fatto largo un dipendente di un’agenzia di servizi funebri, sostenendo che quel posto (ovvero il primo) fosse suo.

«Ho aspettato. È passato del tempo e non ho visto nessuno. Ho pensato che non avessi pratiche da sbrigare. Per cui mi sono fatta avanti. Sto lavorando, non posso stare qui tutta la giornata», ha risposto con gentilezza l’operatrice funebre

Non l’avesse mai fatto. L’uomo a quel punto è andato su tutte le furie e le ha intimato, senza mezzi termini, di cedere il tagliandino (e quindi il posto), in caso contrario sarebbe entrato nell’ufficio comunale e avrebbe detto ai dipendenti di non farle fissare i funerali.

Ma un operatore funebre comanda sugli impiegati comunali? Il semplice fatto che già pensi questo dimostra l’andazzo…

Di fronte all’ingiustizia subita, in un clima surreale e preoccupante, la donna ha minacciato di chiamare (giustamente) i carabinieri per difendersi e far valere le proprie ragioni. Chi entra ha il dovere di recarsi subito allo sportello, non prendersela comoda e bighellonare per i locali del Comune di Milano, perché tanto poi l’impiegato comunale lo attende per capire quale sia la fila precostituita.

A quel punto l’uomo, raggiunto e sostenuto da altri tre colleghi/compari dello stesso “livello” (di altre pompe funebri), con cui i quali ogni giorno fa comunella, ha iniziato a proferire insulti e minacce… finché, giunto “al suo meglio” ha pronunciato: «Stai attenta che ti buttiamo giù dalle scale».

Evidentemente l’ordine precostituito deve essere mantenuto…

Quello che, tuttavia, lascia sbigottiti è che nessuno del Comune di Milano sia intervenuto. Più uomini minacciosi contro una sola donna, a prescindere da chi avesse ragione e chi torto, e nessuno si è mosso, quantomeno per sedare gli animi.

Com’è possibile?

Viene il dubbio che questi personaggi fossero a casa loro… (Ricordiamo che siamo nel Comune di Milano). 

È incredibile che in un luogo dell’istituzione pubblica, dove si prenotano i funerali, delle persone esterne e senza alcun titolo, si sentano in diritto di urlare, minacciare e fare i loro comodi, nel silenzio degli impiegati municipali. Non c’è stato nemmeno un gesto di solidarietà femminile, neanche quando gli animi si sono tranquillizzati. 

Tali comportamenti, maleducati e intimidatori, non sono concepibili.

Ma perché il Comune di Milano non risolve il problema (fatto già segnalato al dirigente responsabile e all’assessore competente)?

Serve ristabilire l’ordine e sarebbe opportuno che il Comune di Milano non inventasse, ma copiasse quanto già fatto dal lungimirante Comune di Torino o anche dal “piccolo” Abbiategrasso, per non andare lontano, che sta bagnano il naso alla Grande Milano.

Anche in tempo di covid-19 Milano fa come gli struzzi, mette la testa sotto la sabbia e non consente la prenotazione online per fissare il funerale, evitando pericoli di assembramento (coronavirus), nervosismi e situazioni di questo tipo, che non potrebbero più categoricamente verificarsi.

Online si evita, inoltre, di dover fare file, permettendo a ognuno di regolarsi di conseguenza. Così terminerebbero tutti quei giochetti che durano ancora oggi. Cosa si sta aspettando!?! Ripetiamo: cosa si sta aspettando?!? 



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