Scritte oltraggiose e disegni osceni all’area servizi funebri e cimiteriali del Comune di Milano

Scarabocchi nel Comune di Milano - Settore funebre e cimiteriale

L’inizio di settembre, che coincide con la ripresa delle attività a pieno regime da parte delle imprese, comprese dunque anche quelle di onoranze funebri, porta con sé una spiacevole situazione: sull’indicazione affissa al muro all’interno del Comune di Milano, recante le scritte “Area Servizi Funebri e Cimiteriali – Stanza 116 – Sala d’attesa imprese” sono comparse parole e disegni osceni, che non si dovrebbero mai vedere su un cartello di un’istituzione pubblica. E nemmeno altrove. A maggior ragione se in quei luoghi si ha a che fare, in qualche maniera, con il dolore derivante da defunti, funerali e lutti.

I responsabili? Di certo dei deficienti irrispettosi dei defunti e della loro memoria

Si suppone che l’autore (o gli autori) degli scarabocchi, che sfociano beceramente nella sfera sessuale, sia qualche deficiente, forse di giovane età. Senza grande inventiva il responsabile (o i responsabili) avrebbe infatti scritto “sala pompe” e riportato simboli su cui preferiamo non aggiungere altro sul cartello dell’Area Servizi Funebri e Cimiteriali del Comune di Milano. Nel ragionamento si insinua un tarlo, al quale però non vogliamo dare ascolto: e se l’autore fosse stato uno degli operatori delle imprese di pompe funebri che normalmente frequenta il municipio di Milano per sbrigare le pratiche per i funerali e per i decessi? Magari lo stesso che scambia gli spazi comunali per un bar e si mette a parlare, in maniera poco decorosa, di calcio e donne. Il dubbio un po’ rimane, visto il livello di alcuni personaggi di certe onoranze funebri che compiono addirittura illeciti per procacciarsi funerali (ad esempio quando pagano gli infermieri in ospedale perché suggeriscano l’impresa funebre ai familiari a cui è appena morto un parente).

Defunti, familiari e addetti ai lavori meritano rispetto

Sarebbe bello che ci sia una telecamera che abbia ripreso gli autori sul fatto, in modo tale da poter intraprendere una qualche azione. Comunque, auspichiamo che situazioni di questo tipo non si ripetano più. I nostri defunti e i familiari in lutto, così come chi si occupa di loro (onoranze funebri e impiegati comunali del settore funebre e cimiteriale), non meritano questo trattamento.

È una questione di rispetto anche per le donne

Nelle imprese di onoranze funebri che frequentano gli uffici del Comune di Milano, come nell’Area Servizi Funebri e Cimiteriali del municipio, ci sono donne. Questi scarabocchi offendono la loro figura professionale. Donne che si fanno strada in special modo nel settore funebre, ancora prettamente maschile, con grande capacità e impegno, e che poi si ritrovano a dover fare i conti con queste oscenità, che davvero non si addicono al contesto lavorativo né a quello di un ente. Per noi è inaccettabile. Poi va be’ verrebbe da chiedersi perché il cartello (o meglio il foglio appeso) non sia stato sostituito dai dipendenti municipali, anche alla luce dell’ultima riqualificazione con tinteggiatura degli uffici. Non ci vorrebbe molto sforzo, eppure…

 



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