OUTLET DEL FUNERALE®: la testimonianza di Ferruccio S.

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Testimonianze OdFNonostante la ripetuta inefficienza nel servizio e nella competenza da parte del funzionario del Comune di Morimondo i responsabili al disbrigo della burocrazia dell’OUTLET DEL FUNERALE ® hanno aiutato il funzionario comunale a superare la sua incompetenza e ha aiutato noi ad ottenere tutto ciò che ci serviva in questo doloroso momento.

Voto complessivo 8

 

Aggiunge l’azienda OUTLET DEL FUNERALE ®: non commentando oltre l’atteggiamento del funzionario comunale, il lasciare il proprio posto di lavoro per andare a “mangiare” alle ore 12.15 (quando l’orario al pubblico dello sportello comunale è sino alle 12.30), abbandonando a “metà strada” la pratica funebre e il nostro incaricato che attende invano è un comportamento che va oltre l’inefficienza e l’incompetenza. Si aggiunga inoltre che dietro ad una pratica funebre c’è il decesso di un essere umano ed il dolore dei suoi congiunti, e solo questi fattori dovrebbero comportare un atteggiamento più rispettoso ed educato.


OUTLET DEL FUNERALE®: la testimonianza di M. Luisa

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Voto complessivo al servizio 6,5. Alcuni consigli: non sbagliare i nomi sui nastri, mettere libro firme un po prima (non quando si esce dalla funzione, non dando tempo a tutte le persone di firmare). Mettere foglietto di ringraziamento per la partecipazione davanti a casa.

Risponde l’azienda: l’errore sul nastro (cofusione fra una “o” ed una “a” commessa da un fornitore) è stato prontamente sistemato dal personale presente; il servizio funebre purtroppo è stato condizionato da fattori imponderabili non dipendenti dalla volontà della società: quel giorno la tangenziale di Milano è andata in tilt a causa di un incidente e quindi, conseguentemente, si sono avuti ritardi nell’esecuzione delle procedure (il personale non è potuto arrivare prima della funzione religiosa per posizionare, come di consueto, tutto il materiale a corredo).


Organizzare una cerimonia funebre laica

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Funerale LaicoIl funerale laico è possibile ed è un diritto per chi vuole celebrare la scomparsa di una persona cara senza dover ricorrere a cerimonie religiose.

I comuni italiani hanno l’obbligo di dare la possibilità di organizzare una cerimonia funebre laica a tutte le persone che lo desiderano e che non intendono celebrare il ricordo del proprio caro secondo i dettami religiosi di una confessione che il defunto non professava e in cui non si identificava.

Il funerale laico rappresenta un’opportunità per salutare la persona cara scomparsa e celebrarne il ricordo senza alcun riferimento a temi religiosi ma organizzando una cerimonia in cui si può il defunto con racconti sulla sua vita accompagnati da musiche e canti. Durante la cerimonia non ci sono preghiere, inni o letture tratte dalla Bibbia.

La cerimonia funebre laica a Milano e in altre città può essere organizzata in qualsiasi luogo di propria scelta e non ci sono divieti o limitazioni particolari a questo proposito: può trattarsi di un’abitazione privata, in sale affittate per questo scopo, nella sala consiliare del comune di appartenenza o in sale del commiato, che sono stanze speciali allestite appositamente per l’occasione dal Comune (obbligatorio per legge).

Il funerale in questo caso viene condotto da un celebrante laico, che può essere una persona specifica che si occupa di questo o anche semplicemente un parente o un amico. Il celebrante, se esterno, si occupa durante la cerimonia dell‘elogio del defunto e della lettura di parti scelte dai parenti. Per questo motivo si consiglia di avere un incontro preliminare con il celebrante prima del funerale per raccontargli la vita della persona scomparsa e dare indicazioni sul tipo di letture da fare e quale musica usare come accompagnamento.

Per quanto riguarda, invece, lo svolgimento del funerale laico generalmente si segue questo schema:

  • Parte introduttiva iniziale;
  • Riflessioni sulla morte e letture scelte;
  • Elogio funebre: storia e racconti della vita della persona scomparsa;
  • Commiato
  • Chiusura e ringraziamenti della famiglia.

Guida pratica alla sopravvivenza in caso di morte

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Outlet del Funerale Blog - MilanoInizia oggi la pubblicazione di una guida pratica da seguire nel caso in cui si debba organizzare un funerale di un congiunto.

Non si tratta di una delle solite guide teoriche che si possono trovare su internet (lo stesso Comune di Milano mette a disposizione una dettagliata e ben fatta guida di ben 33 pagine), ma di brevi informazioni pratiche che tendono a evidenziare alcune “stranezze”, “incongruenze” od “omissioni” che possono complicare la vita a chi rimane.

Molto spesso nel caso di lutto improvviso si viene colti dal panico in quanto non si sa esattamente “cosa fare” e, spesso, si finisce con il compiere delle scelte di cui a posteriori ci si pente.

Ecco dunque alcune brevi informazioni “di emergenza” che sono utili in quei casi nei quali si è in presenza di cause di morte, per così dire, “normali” (che non comprendono, quindi, omicidio, suicidio etc.).

Nella definizione di Wikipedia “il rito funebre, o funerale, è un rituale civile o religioso che si celebra in seguito alla morte di una persona” e che varia a seconda del luogo, della fede religiosa o in conseguenza di espressi desideri del defunto e dei suoi parenti.

Il decesso (la morte) di una persona può avvenire:

1.      In una casa privata

2.      In un ospedale o in una struttura sanitaria privata (clinica, casa di riposo, ospice…)

Il caso del decesso in una casa privata è quello che genera più apprensione in quanto, a differenza di quello in ospedale o in una struttura sanitaria dove sono le stesse strutture a occuparsi di tutti gli adempimenti burocratici, qui sono i famigliari che ci devono pensare.

Tuttavia, affrontare la morte di un proprio caro in ospedale o in una struttura sanitaria, pur essendo più semplice sotto l’aspetto burocratico, nasconde spesso ben altre trappole più pericolose.

Decesso in una casa privata

In caso di morte in una casa privata (spesso si tratta della propria abitazione) bastano comunque pochi accorgimenti per non complicarsi la vita.

Il secondo adempimento che è necessario fare successivamente alla morte di un congiunto avvenuta in una abitazione è chiamare il proprio medico curante che compila un certificato indicante, fra l’altro, la causa di morte.

Questo è il secondo adempimento, va bene ma voi vi chiederete: qual è il primo? qual è la prima cosa da fare?!

Ve lo diremo e lo capirete dopo.

Ora è importante sapere che la guardia medica non può sostituire il proprio medico curante.

Sovente, infatti, viene chiamata la guardia medica (magari perché il decesso è avvenuto di notte o in un giorno festivo) che si reca presso l’abitazione e accerta lo stato di morte. L’eventuale accertamento di morte della guardia medica non sostituisce quello del proprio medico curante, che deve essere pertanto sempre essere chiamato.

Il medico curante, una volta raggiunta l’abitazione per constatare la morte di una persona (tralasciando sporadici casi di scarsa disponibilità del medico curante che ha chiesto ai parenti di recarsi presso il suo ambulatorio a causa di impegni – se vi capita,  chiedete se e come portare il defunto, visto che deve accertare, quindi vedere, lo stato di morte), deve compilare e consegnare ai parenti del defunto il cosiddetto “modulo ISTAT”, ovvero un documento che, fra l’altro, riassume le generalità della persona deceduta e le cause del decesso.

Nel caso in cui il proprio medico curante non fosse reperibile occorre trovare un altro medico di base (si badi bene, medico di base, cosiddetto “medico della mutua”; se non è un medico di base non va bene).

Qui sorge però un problema creato dalla nostra burocrazia e da un cattivo, diciamo così, malcostume da parte di molti medici.

Pur essendo il “modulo ISTAT” un documento che deve essere compilato e firmato dal medico curante, è prassi (!?) che il medico non abbia con se il modulo in quanto è, ancora, prassi (!) che il modulo ISTAT sia fornito dall’impresa di onoranze funebri designata per l’esecuzione del funerale.

Ma come, penserete voi, debbo pensare prima all’impresa di onoranze funebri che al medico?

Eh sì, se il vostro medico curante fa parte di quella grande maggioranza che non hanno il modulo.

Quindi, paradosso, la prima cosa da fare sarebbe chiamare l’impresa di pompe funebri.

Si ma, Chi?  E se magari è notte o domenica?

Ecco quindi UNA REGOLA DI SOPRAVVIVENZA.

Qualora abbiate un congiunto che, purtroppo, è un malato terminale, ovvero una persona alla quale non resta ancora molto tempo da vivere, con riferimento al funerale cercate di informarvi prima e di chiedere dei preventivi.

Non è sicuramente una cosa facile, ma diventerà utile in un secondo momento.

Certo non è semplice recarsi presso un’agenzia funebre per chiedere un preventivo di un funerale in quanto, tra l’altro e non a caso, nella maggior parte dei casi le agenzie funebri sono luoghi tetri e tristi, spesso sempre chiusi, con indicato unicamente un numero telefonico per le urgenze (eh!).

Ma che caso, si tratta di luoghi fatti apposta per non far entrare nessuno se non in caso di impellente necessità.

Tuttavia ci si può informare anche da casa, ricercando in internet e chiamando per telefono, oppure chiedendo a un amico fidato se conosce qualcuno di serio.

Bisogna ricordare che se si ha in cucina un rubinetto che perde è meglio pensarci prima piuttosto che trovarsi a chiamare il primo idraulico disponibile a ferragosto perché si ha la casa allagata. L’idraulico potrebbe essere la persona più onesta di questo mondo, ma l’occasione, si sa…

Quindi, prima regola è muoversi in anticipo, cercando di informarsi prima. E’ importante chiedere dei preventivi a più aziende selezionando quelle che potrebbero essere più serie.

E’ bene richiedere più preventivi e confrontarli.

Alcuni consigli utili:

– non dite i preventivi delle altre imprese;

– scartate chi vi chiede i prezzi degli altri per poi farvi un totale con 100 euro in meno!

– diffidate di chi non vi fa molte domande e/o non vi chiede chiarimenti (vi aumenterà poi il prezzo detto dicendo che non avete specificato bene);

– giudicate la trasparenza con la quale vi rispondono;

– fatevi confermare per iscritto il prezzo e cosa comprende (per evitare brutte sorprese);

Se si trova un’azienda seria, allora si può anche sottoscrivere il contratto, farsi consegnare prima il famoso “Modulo ISTAT” senza aspettare che sia il medico curante a consigliarvi a chi rivolgervi.

A questo punto, visto che avete deciso a chi rivolgervi, fatevi rilasciare dall’impresario funebre un numero di telefono (meglio il numero di cellulare) da chiamare nel momento del bisogno.

Quando il momento verrà,  penserà poi a tutto l’impresa funebre e, se avete scelto bene, tutto procederà con semplicità.

Se non avete scelto, prima cercate di fare tutto in maniera più veloce, ma senza ansia o panico, sappiate che avete tempo 24 ore per comunicare il decesso in Comune all’Ufficiale di Stato civile. Sembrano poche, ma non lo sono.

Prima di poter effettuare il funerale devono trascorrere almeno 24 ore dalla morte e nel solo caso di decesso in abitazione, è obbligatoria la visita del medico necroscopo che accerta la realtà della morte.

Evitate quindi di farvi mettere fretta!