La truffa funeraria arriva dall’Inghilterra: 20 anni di carcere al titolare di un’impresa funebre

Truffa funeraria

La truffa funeraria arriva questa volta da oltre Manica. E racconta una delle vicende più inquietanti mai emerse nel settore funerario britannico.

Robert Bush, titolare della Legacy Independent Funeral Directors di Hull, nel nord dell’Inghilterra, è stato condannato a 20 anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di 67 reati. Un’inchiesta durata oltre due anni ha ricostruito un sistema fatto di salme non sepolte, cremazioni mai effettuate, ceneri consegnate alle famiglie sbagliate, piani funerari fraudolenti e denaro destinato alla beneficenza mai versato.

La ricostruzione della truffa funeraria in Inghilterra

La vicenda della truffa funeraria è venuta alla luce nel marzo del 2024, quando la polizia ricevette una segnalazione sulle condizioni in cui venivano custoditi i defunti nella sede della società. All’interno dei locali furono trovati 35 corpi, alcuni dei quali in avanzato stato di decomposizione. L’indagine avrebbe poi accertato che diverse salme avrebbero dovuto essere cremate, ma erano invece rimaste nei locali dell’impresa.

Ancora più sconvolgente il capitolo delle ceneri. A diverse famiglie Bush avrebbe fatto credere che la cremazione del proprio caro fosse stata completata, consegnando loro delle ceneri. In alcuni casi, però, non si trattava dei resti della persona che avevano salutato. Per alcune famiglie le ceneri dei propri cari non sono mai state ritrovate.

Ma le accuse non riguardano soltanto la gestione delle salme. Bush è stato riconosciuto colpevole anche di trading fraudolento legato ai piani funerari: avrebbe incassato denaro dai clienti senza trasferirlo alle società finanziarie che avrebbero dovuto custodirlo fino al momento del funerale. E avrebbe inoltre trattenuto donazioni raccolte durante i funerali e destinate a 12 associazioni benefiche.

Truffa funeraria: una storia che arriva dall’Inghilterra e che lascia inevitabilmente una domanda.

Quanto è importante, nel settore funerario, garantire controlli, trasparenza e tracciabilità in ogni fase del servizio?

E soprattutto: casi di questo genere sono davvero così lontani dalla realtà italiana?

La vicenda britannica della truffa funeraria, al di là della sua eccezionalità e della sua gravità, riporta al centro un tema fondamentale: quando una famiglia affida un proprio caro a un’impresa funebre, affida anche una parte della propria fiducia. E quella fiducia, soprattutto nel momento del lutto, dovrebbe essere inviolabile.

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