Una nuova forma di truffa sfrutta uno dei momenti più delicati della vita: la comunicazione della morte di una persona cara. Il raggiro passa da WhatsApp e utilizza messaggi apparentemente autentici, nei quali vengono indicati anche la data dei funerali e la chiesa nella quale dovrebbe essere celebrata la cerimonia.
La truffa con l’avviso del funerale
A raccontare un caso concreto è il “Corriere di Arezzo”, che nei giorni scorsi ha riportato la vicenda di una donna originaria della Valtiberina il cui profilo WhatsApp sarebbe stato hackerato. Dal suo account sarebbero partiti messaggi relativi alla presunta morte, corredati dalle informazioni sul funerale.
Il meccanismo è particolarmente insidioso perché sfrutta la fiducia che normalmente riponiamo nei contatti presenti sul nostro telefono. Un messaggio proveniente dal numero di un conoscente o di una persona della propria cerchia può infatti apparire molto più credibile rispetto a una comunicazione anonima.
Truffa e decessi
Il tema apre una nuova frontiera nel mondo delle truffe legate al settore funerario: il lutto diventa uno strumento per attirare l’attenzione e abbassare le difese della vittima. In un momento di sorpresa, preoccupazione o dolore, una persona può essere portata ad aprire un link, rispondere a una richiesta o fornire informazioni personali senza effettuare le normali verifiche.
Per questo motivo, davanti a un improvviso messaggio WhatsApp che comunica un decesso o fornisce dettagli relativi a un funerale, è importante non fermarsi alla prima impressione. Se la notizia appare inattesa, è opportuno contattare direttamente la persona interessata o un familiare attraverso un altro canale e verificare l’informazione. E quindi evitare di cadere nella trappola della truffa.
Particolare attenzione deve essere prestata quando, dopo l’annuncio della morte, vengono richiesti denaro, dati personali, documenti, codici di sicurezza o pagamenti. Anche la presenza di una data, di una chiesa o di altri dettagli apparentemente precisi non costituisce una garanzia di autenticità.
Il lutto nelle truffe online
La vicenda raccontata dal giornale aretino rappresenta quindi un campanello d’allarme: anche gli annunci funebri possono diventare terreno per le truffe digitali. E WhatsApp, grazie alla sua immediatezza e alla possibilità di utilizzare account già conosciuti dalla vittima, può trasformarsi in uno strumento particolarmente efficace per i malintenzionati.
Per ora è più corretto parlare di una modalità di raggiro da tenere sotto osservazione che di un fenomeno già consolidato su larga scala. Ma il caso dimostra come anche la comunicazione del lutto stia entrando nel mirino delle frodi online.
Per qualsiasi necessità o per raccontarci qualche episodio di truffa subita, scriveteci.
