Sembra incredibile ma nel Comune di Sesto San Giovanni alle porte di Milano per far incidere la dedica sulla lapide del proprio caro estinto occorre pagare due euro a lettera! Ad una cittadina sestese recentemente sono stati infatti chiesti 600 euro, altrimenti il Comune non avrebbe autorizzato la posa della lapide con la dedica. In pratica la dedica è paragonata ad un messaggio commerciale che, come tale, deve pagare la tassa (sulla pubblicità?). Inutile commentare oltre. Dopo i funerali comunali calmierati – che a Sesto San Giovanni vengono offerti in convenzione con il Comune a SOLI euro 2.446,00 quando altre imprese (libere) li offrono a euro 1.499,00 – un’altra bella figura ………
Liberata Rubino: Il Commento sul servizio prestato da ODF
Fino a 500,00 euro per segnalare un defunto

Riportiamo oggi quanto viene pubblicato da Virgilio che lascia, i non addetti ai lavori, sconcertati: persone che rubavano pacemaker dai cadaveri e/o vendevano i funerali ad impresari di pompe funebri.
Per gli addetti ai lavori invece ……… nulla di così nuovo ………..
Riportiamo la notizia pubblicata su Virgilio
C’era anche chi prelevava pacemaker direttamente dalle salme tra le sette persone raggiunte da un’ordinanza di misure restrittive della procura della repubblica di Pesaro, a conclusione di un’indagine durata quasi due anni e condotta dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. L’operazione, denominata ‘Lazarus’ ha portato alla denuncia di altre 27 persone, tra medici, dipendenti pubblici e impresari funebri. Fra le sette persone alle misure restrittive, cinque risultano agli arresti domiciliari e altre due hanno l’obbligo di firma quotidiana.
Secondo gli uomini delle fiamme gialle, l’indagine avrebbe consentito di stroncare una prassi di lunga data e un sistema attraverso il quale, le cinque persone arrestate, che all’epoca dei fatti erano tutte in servizio all’obitorio di Pesaro, procedevano alla vestizione delle salme, incamerando il corrispettivo, che, invece, doveva essere versato all’ospedale San Salvatore. Per gli inquirenti, questo tipo di operazione veniva eseguita anche durante l’orario di servizio, nelle abitazioni dei soggetti deceduti: in questo caso, i familiari versavano una cifra intorno ai 500 euro per il corredo funerario.
Nel corso dell’indagine, inoltre, sarebbe emerso che i cinque, per ogni funerale procurato, avrebbero ricevevuto un premio in denaro dagli impresari funebri, che oscillava da 100 a 500 euro, arrivando a percepire mensili extra di oltre 10mila euro. Tre dei necrofori coinvolti, inoltre, avrebbero eseguito – abusivamente e direttamente – veri e propri interventi di ‘taglia e cuci’ sui cadaveri, asportando loro i presidi sanitari, come i pacemaker, e praticando persino iniezioni di formalina. I due operatori cimiteriali, da questa mattina ai domiciliari, avrebbero avuto un altro compito: indirizzare le attività di riesumazione delle salme, favorendo, dietro ricompensa, imprese compiacenti. I capi d’accusa formulati dalla procura della repubblica riguardano i reati di peculato, truffa aggravata, rivelazione di segreto d’ufficio ed esercizio abusivo della professione medica.
(Affaritaliani.it)
Un ringraziamento particolare a Rossella, Direttore Tecnico Lombardia di Outlet del Funerale
A.C. Scrive: “Allego il questionario per la valutazione dei servizi prestati (Voto complessivo: Ottimo 10/10 n.d.r.). Vorrei dare a Lei un voto ancora più alto per la professionalità, la delicatezza e la comprensione che mi ha dimostrato”.
Outlet del Funerale, dove il prezzo è da Outlet ma il rapporto umano è da boutique ….
Ospedale di Sesto San Giovanni: pare che degli avvoltoi abbiano fatto il nido
Segnaliamo quanto avvenuto, poco tempo fa all’Ospedale di Sesto San Giovanni ad un Cliente WD.
Il parente recatosi nella struttura alle 21.30 per un decesso, nel reparto di Medicina 1 pare sia stato avvicinato da una persona in borghese – non dipendente della struttura – per l’esecuzione del funerale. Lecito chiedersi chi l’abbia chiamato e perchè una persona non autorizzata esterna alla struttura si aggiri per le corsie dell’Ospedale alle 22.00 di sera!!!! E uno…….
Declinato l’invito, pare che il Cliente sia stato avvicinato, poco dopo, dall’addetto alla camera mortuaria salito per prendere la salma il quale, OVVIAMENTE SENZA ALCUN SECONDO FINE, pare gli abbia chiesto: “Già a posto con l’impresa funebre?”. E due …..
Poco dopo, verso le 22.30, uscito dalla struttura ospedaliera e deciso a bersi un caffè al bar all’angolo, appena passata la guardiola ZAC…. …. un terzo individuo (avvisato anche questa volta da chi?) pare lo abbia avvicinato per sponsorizzare un’altra impresa funebre. E tree…..
Un bel record, parrebbero quindi ben tre proposte di funerale in meno di 1 ora e 30 minuti. Per fortuna che è espressamente vietato proporre servizi funebri all’interno ed in prossimità degli Ospedali …..
Quando ci ha chiamato il Cliente ha testualmente detto: “mi sento come uno in mezzo al deserto con gli avvoltoi che gli volteggiano sopra ………, che schifo”.
Sappiamo che già altri impresari hanno segnalato che all’interno della struttura ospedaliera qualcosa non quadra.
Per la Direzione sanitaria, pare però, che tutto sia a posto e regolare. Non parrebbe ….
Inoltreremo un’altra segnalazione allOspedale che, se del caso, valuterà sicuramente approfonditamente l’accaduto. Vedremo.
Intanto occhio alla penna a Sesto San Giovanni. Gli avvoltoi saranno anche una specie in via d’estinzione, ma qui a Sesto San Giovanni non pare così …… 