Attenzione a non pagare servizi aggiuntivi non richiesti: l’incassamento anticipato

Molto spesso, al fine di cercare di giustificare l’alto prezzo dei funerali, alcune imprese funebri aggiungono al funerale dei servizi di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno, facendo lievitare il prezzo del preventivo del funerale.

Un tipico caso è il cosiddetto incassamento anticipato della salma.

Spieghiamo cos’è.

Con il termine “incassamento” si intende il posizionamento della salma all’interno del cofano funebre, operazione necessaria per poter eseguire il funerale.

Nella maggioranza dei casi l’incassamento è eseguito dal personale dell’impresa di pompe funebri pochi minuti prima di  procedere alla chiusura del cofano funebre e all’esecuzione del funerale.

Ci sono casi nei quali è invece necessario procedere al cosiddetto “incassamento anticipato della salma“: in questo caso il posizionamento della salma viene effettuato in anticipo rispetto al funerale (di solito il giorno prima).

E’ di tutta evidenza che l’incassamento anticipato costituisca un onere non di poco conto per il Cliente in quanto il personale dell’impresa di pompe funebri deve “uscire” ed espletare la propria attività in due momenti diversi. Un incassamento anticipato può costare da 300,00 sino a 1.000,00 euro, con differenze di prezzo più o meno poco giustificabili.

Di fatto l’incassamento anticipato è obbligatorio solo quando vi siano esigenze impellenti di tipo sanitario; in tali casi (problematiche particolari della salma quali, ad esempio, quelli di conservazione) di fatto, l’incassamento anticipato è “imposto” e certificato da un medico.

Quindi, se non è certificato da un medico non è obbligatori e l’impresa di pompe funebri può non farlo.

L’incassamento anticipato è altresì necessario quando si voglia “esporre” la salma nella camera ardente per più giorni o quando la salma viene trasferita dal luogo di decesso in un altro luogo (ad esempio dall’ospedale a casa).

Alcune strutture ospedaliere o sanitarie, che non hanno camere mortuarie che non sono efficacemente climatizzate o hanno carenza di spazi “obbligano” spesso, di fatto, le imprese di onoranze funebri ad effettuare l’incassamento anticipato (soprattutto nei mesi estivi che sono più caldi) per sopperire alle proprie mancanze.

In tal caso la famiglia del defunto viene gravata di un costo aggiuntivo sul funerale che non dovrebbe sostenere.

Spesso le imprese di onoranze funebri non consentono ai parenti del defunto di poter scegliere e decidono autonomamente, anche quando si potrebbe farne a meno, di fornire il servizio, ovviamente includendolo già nel prezzo del funerale.

E’ bene quindi sapere che, quando non serve e non vi sono esigenze sanitarie particolari, l’incassamento anticipato può essere evitato, risparmiando così sul conto complessivo del funerale.



Milano certificati di morte on line: un servizio a singhiozzo

organizzare funerale MilanoPochi sanno che i certificati di morte possono essere richiesti on line al Comune di Milano. Si tratta di un servizio che il Comune offre gratuitamente e che è sicuramente interessante in quanto consente di avere direttamente al proprio indirizzo e-mail i certificati di morte.

OUTLET DEL FUNERALE ® da tempo adotta per i propri Clienti tale servizio, recapitando i certificati di morte tramite internet.

Tuttavia da un po di tempo tale servizio viene fornito dal Comune di Milano, per così dire, “a singhiozzo”, con gravi ripercussioni sui cittadini.

Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale di Milano voglia presto prendere provvedimenti ripristinando correttamente il servizio, in quanto attualmente, dati i tempi di evasione delle richieste, risulta, di fatto, inutilizzabile.

Basta poco per semplificare la vita a chi rimane ………



Pompe funebri: tempo di pulizia

Trasporto SalmaL’undici giugno 2013 sono stati arrestati quelli che erano i vertici delle Società Sofam Srl, La Varesina Srl e Gruppo Varesina Sofam Srl, ovvero del secondo grande player nel settore delle Pompe Funebri di Milano (e della Lombardia). Sono finiti in manette Mario Sciannameo e le figlie Paola e Sabina Sciannameo, D’Antoni Riccardo, Francesco Panzarino e Maurizio Cavalletti, tutti accusati di bancarotta fraudolenta in quanto sospettati di aver distratto soldi e beni da società poi fallite.

I Signori Mario Sciannameo e D’antoni Riccardo erano, fra l’altro, stati recentemente condannati rispettivamente a due anni e a due anni e sette mesi di reclusione dal Tribunale di Milano con riferimento all’operazione Caronte del 2008 che aveva portato alla luce in Milano il malcostume della corruzione degli inferimieri (degli Ospedali Niguarda, Policlinico e San Carlo) che percepivano mazzette per “segnalare” alle imprese di Pompe funebri i nominativi dei defunti.

Fra le persone di spicco condannate nell’operazioen Caronte anche i Signori Alcide e Massimo Cerato, i patroni di San Siro Srl ed American Funeral Srl, la maggiore impresa di Pompe Funebri di Milano.

Non c’è che da essere contenti, se si è di Milano……

Dalle conversazioni telefoniche intercettate presso le camere mortuarie degli Ospedali era infatti emerso che gli infermieri e gli operatori privati avevano posto in essere un sistema organizzato e regolato che ha consentito l’ assegnazione dei servizi funebri alle imprese al di fuori del libero mercato, attraverso l’organizzazione di un turno, la comunicazione di informazioni riservate alle imprese,la presenza di operatori privati dipendenti delle imprese nei pressi della camera mortuaria. Questa organizzazione ha consentito alle imprese di gestire a loro piacimento i servizi funebri ed agli addetti alla camera mortuaria di conseguire un arricchimento illecito rappresentato dai compensi percepiti per la segnalazione (circa 200 euro …….., ora gira voce che la segnalazione sia pagata anche 400 euro……) e per le attività collaterali, quali la vestizione delle salme. Le imprese avevano stabilito una vera e propria suddivisione in turni mensili, all’ interno dei quali ciascuna ditta godeva di un sostanziale monopolio.

Ora un gigantesco crac finanziario, stimato in corca 13 milioni di euro.

Ma allora, viene voglia di pensare, se si fallisce allora nememno più nelle Pompe funebri si guadagna.

Tempo di crisi per tutti,…. almeno così pare.

Speriamo che il vento delle pulizie in tale settore non si fermi in quanto, dalle segnalazioni ricevute, non sembra cambiato un granchè …..