Ospedale di Sesto San Giovanni: pare che degli avvoltoi abbiano fatto il nido

Segnaliamo quanto avvenuto, poco tempo fa all’Ospedale di Sesto San Giovanni ad un Cliente WD.

Il parente recatosi nella struttura alle 21.30 per un decesso, nel reparto di Medicina 1 pare sia stato avvicinato da una persona in borghese – non dipendente della struttura – per l’esecuzione del funerale. Lecito chiedersi chi l’abbia chiamato e perchè una persona non autorizzata esterna alla struttura si aggiri per le corsie dell’Ospedale alle 22.00 di sera!!!! E uno…….

Declinato l’invito, pare che il Cliente sia stato avvicinato, poco dopo, dall’addetto alla camera mortuaria salito per prendere la salma il quale, OVVIAMENTE SENZA ALCUN SECONDO FINE, pare gli abbia chiesto: “Già a posto con l’impresa funebre?”.      E due …..

Poco dopo, verso le 22.30, uscito dalla struttura ospedaliera e deciso a bersi un caffè al bar all’angolo, appena passata la guardiola ZAC…. …. un terzo individuo (avvisato anche questa volta da chi?) pare lo abbia avvicinato per sponsorizzare un’altra impresa funebre. E tree…..

Un bel record,  parrebbero quindi ben tre proposte di funerale in meno di 1 ora e 30 minuti. Per fortuna che è espressamente vietato proporre servizi funebri all’interno ed in prossimità degli Ospedali …..

Quando ci ha chiamato  il Cliente ha testualmente detto: “mi sento come uno in mezzo al deserto con gli avvoltoi che gli volteggiano sopra ………, che schifo”.

Sappiamo che già altri impresari hanno segnalato che all’interno della struttura ospedaliera qualcosa non quadra.

Per la Direzione sanitaria, pare però, che tutto sia a posto e regolare. Non parrebbe ….

Inoltreremo un’altra segnalazione allOspedale che, se del caso, valuterà sicuramente approfonditamente l’accaduto. Vedremo.

Intanto occhio alla penna a Sesto San Giovanni. Gli avvoltoi saranno anche una specie in via d’estinzione, ma qui a Sesto San Giovanni non pare così …… Funerale Laico



Comune di Gorgonzola: ufficio stato civile-cimiteriale premuroso

Ringraziamo oggi un dipendente del Comune di Gorgonzola, ufficio stato civile-cimiteriale che ad una nostra Cliente T.V. ha premurosamente asserito ” ma a chi vi siete rivolti per il funerale…………….” sottointendendo, neanche poi tanto sottointendendo , che OUTLET DEL FUNERALE  è una’azienda che lavora male (già ha solo 9,3/10 di voto dato dai Clienti …..).

Stesso commento, in fotocopia, poi ribadito dal medico necroscopo dell’ASL, uscito nell’abitazione dei parenti del defunto.

OUTLET DEL FUNERALE ringrazia tali personaggi per la premura con la quale trattano i nostri Clienti ed i  consigli, certamente disinteressati ed al di sopra di ogni sospetto,  che vengono  propinati.

Grazie di Cuore.  



Vialetto di passaggio tra Largo Richini e via Francesco Sforza, spazio antistante la camera mortuaria dell’Ospedale Policlinico di Milano: pompe funebri Ganzerli pare la faccia da padrone

Numerose sono oramai le segnalazioni che ci pervengono di una attività quantomeno sospetta e obbrobriosa che pare svolgersi quotidianamente nello spazio antistante alla camera mortuaria dell’Ospedale Policlinico di Milano, il vialetto di passaggio tra Largo Richini e via Francesco Sforza. Pare che non ci sia decesso avvenuto nel Policlinico senza che i parenti siano contattati da personale non sanitario che staziona di fronte alla camera mortuaria.

La Direzione Sanitaria del Policlinico ha precisato che il vialetto in questione è area di proprietà comunale e il Policlinico di Milano non ha competenza in merito allo stazionamento di alcuno. Lo spazio antistante alla camera mortuaria non è controllabile in quanto non di proprietà della fondazione IRCCS e pertanto gli operatori di Imprese funebri, quando presenti, non possono essere allontanati.

A tal riguardo va ricordato che l’art. 31 del Regolamento Regione Lombardia n. 6/2004 che disciplina l’attività funebre, al comma 2 prevede che:
“Il conferimento di incarico o la negoziazione di affari inerenti all’attività funebre avviene nella sede indicata nell’atto autorizzativo o, su preventiva richiesta scritta dell’interessato, in altro luogo. Le medesime attività sono vietate all’interno di strutture sanitarie, obitori, servizi mortuari sanitari”.
Quindi, pur essendo vietata la negoziazione di affari inerenti all’attività funebre (rectius: contattare il famigliare di un defunto) in luogo diverso dall’agenzia funebre, considerato che l’area antistante alla camera mortuaria del Policlinico di Milano è di proprietà comunale ……. che tutto continui così!
W l’Italia

Funerale Laico



Milano certificati di morte on line: un servizio a singhiozzo

organizzare funerale MilanoPochi sanno che i certificati di morte possono essere richiesti on line al Comune di Milano. Si tratta di un servizio che il Comune offre gratuitamente e che è sicuramente interessante in quanto consente di avere direttamente al proprio indirizzo e-mail i certificati di morte.

OUTLET DEL FUNERALE ® da tempo adotta per i propri Clienti tale servizio, recapitando i certificati di morte tramite internet.

Tuttavia da un po di tempo tale servizio viene fornito dal Comune di Milano, per così dire, “a singhiozzo”, con gravi ripercussioni sui cittadini.

Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale di Milano voglia presto prendere provvedimenti ripristinando correttamente il servizio, in quanto attualmente, dati i tempi di evasione delle richieste, risulta, di fatto, inutilizzabile.

Basta poco per semplificare la vita a chi rimane ………



La guerra tra gli outlet del funerale: il marchio è registrato

DA MILANO INTIMANO L’ALT ALLE POMPE FUNEBRI DI GROSSETO

25 agosto 2013

IL TIRRENO – Gruppo Editoriale L’Espresso Spa

di Francesca Gori

GROSSETO. Giù le mani dal marchio: l’Outlet del funerale esiste già, è a Milano, ed è nato grazie all’idea di un commercialista che insieme ad alcuni imprenditori ha deciso di fornire servizi funebri a basso costo, rispetto a quelli di mercato. Casse da morto, noleggio carro funebre, manifesti e fiori a prezzi vantaggiosi, il core business della società che si chiama proprio L’outlet del funerale e che non ha gradito granché la pubblicità realizzata da Eugenio Grandini, titolare dell’omonima impresa di pompe funebri di Grosseto.

«Siamo certi della buona fede dell’imprenditore – dice Daniele Contessi, il presidente della società milanese – e lo contatteremo proprio per spiegargli che il nostro è un marchio registrato e non può essere utilizzato da altre aziende. Se però ci rendiamo conto che c’era la volontà di utilizzare il nostro brand, o se invece verranno stampati altri manifesti con quella dicitura, procederemo per vie legali». Tre anni fa, quando a Milano è nato “L’outlet del funerale”, il presidente e i soci dell’azienda hanno infatti deciso di tutelare quel marchio registrandolo. «E non solo in una dicitura – spiega ancora Contessi – ma almeno in tre o quattro varianti diverse». Da allora, poi, è scoppiata una vera e propria guerra. Non solo in Lombardia, dove più di un operatore ha avuto da storcere la bocca. «Il problema nel nostro settore – aggiunge Contessi – è soltanto uno: le persone che sono costrette ad organizzare un funerale non hanno parametri di riferimento. Ma basta pensare, ad esempio, al costo di un televisore lcd. Oggi se entriamo in un supermercato sappiamo che possiamo trovare tv a 250 euro, ad esempio. Ecco, una bara che è costituita da quattro assi di legno quanto la dobbiamo far pagare?». E proprio a partire da questo principio che la società milanese riesce ad organizzare funerali a millecinquecento euro tutto compreso. Esattamente come la società grossetana che ha realizzato i cartelloni pubblicitari in via della Repubblica. «Noi non utilizziamo nemmeno bare che abbiano piccoli difetti – continua il commercialista – perché i prezzi di una cassa da morto liscia si aggirano sui 250 euro. Non avrebbe quindi senso fare in altro modo».

Non c’è però tra Milano e Grosseto una gara a chi organizza il funerale più bello spendendo meno. «C’è solo la questione dell’utilizzo di un marchio che è nostro – taglia corto il presidente – e che non può essere associato al nome di nessun’altra azienda». Insomma, di “Outlet del funerale” ce n’è soltanto uno. «Tante imprese comunque ci hanno chiesto di poter utilizzare il nostro sistema – spiega ancora Contessi – Nasceranno probabilmente altre aziende in franchising nel resto d’Italia. Ce l’hanno chiesto in tanti di poter aderire, ma abbiamo l’obbligo di controllare che venga seguita alla lettera la nostra filosofia. E soprattutto, che ci sia piena trasparenza nei confronti dei clienti».

Filosofia che è la stessa che ha spinto Grandini a realizzare quella pubblicità. «Nella maggior parte dei casi le intenzioni sono buone – dice ancora Contessi – ma ripeto: se qualcuno continua ad utilizzare il nostro marchio, saremo costretti a denunciarlo».