Sesto San Giovanni: Infiamma la polemica sul funerale convenzionato

 Riportiamo quanto pubblicato da NordMilano24.it e tralasciamo ogni commento:

“Il caro estinto fa discutere la politica sestese. Forza Italia denuncia che a Sesto San Giovanni i funerali in formula convenzionata con il Comune hanno un costo fino a oltre 2 volte superiore rispetto all’equivalente praticato a Milano.

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dal gruppo di Forza Italia. E invitiamo l’amministrazione comunale a rispondere.

“I funerali sono sempre stati un business, e chi paga per salutare per l’ultima volta il proprio caro lo sa bene. Purtroppo. Oltre al dolore, quindi, anche l’esborso di denaro che può essere proibitivo per le persone meno abbienti.  Proprio per venire incontro a questa categoria di persone, i Comuni applicano una convenzione in cui i prezzi sono concordati con le imprese, affinché chiunque, o quasi, possa celebrare l’addio al caro estinto in maniera dignitosa. Ma c’è l’eccezione: Sesto San Giovanni. Stranamente, a seguito di 2058 decessi negli ultimi tre anni, non risulta alcuna richiesta protocollata all’Ufficio di Stato civile riguardo i funerali in convenzione. Le imprese locali però applicano la convenzione ma il prezzo è ben due volte e mezzo superiore a quello di Milano. Una “dimenticanza” da parte del Comune che fa pensare male, come dichiara lo stesso Di Stefano: “Non è concepibile che a Milano il prezzo per celebrare un funerale convenzionato è di 1.054 Euro, mentre a Sesto, per il medesimo trattamento, il prezzo è addirittura di 2.500.
Sembra sul territorio sestese esista una sorta di lobby locale e politica che fino ad oggi abbia speculato sui familiari dei deceduti che sono sempre stati costretti a pagare prezzi secondo listino, quindi molto più alti, rispetto a quelli dichiarati dal mercato”.
Il sindaco Pd, Monica Chittò, e la sua giunta tacciono ma sembrachiaro che una convenzione pubblica, che non ha finalità di profitto ma solo quella di fornire prezzi inferiori a quei soggetti che non si possono permettere di esborsare denaro per un funerale tradizionale, a Sesto non venga affatto applicata.  La denuncia di Forza Italia, che sempre con Di Stefano ha presentato una interrogazione al sindaco, è destinata a creare non pochi grattacapi ad una Amministrazione che appare sempre più ostaggio di logiche di potere pagate a caro prezzo dai cittadini”.


Sesto San Giovanni: la dedica sulla lapide sconta l’imposta sulla pubblicità !

Sembra incredibile ma nel Comune di Sesto San Giovanni alle porte di Milano per far incidere la dedica sulla lapide del proprio caro estinto occorre pagare due euro a lettera!  Ad una cittadina sestese recentemente sono stati infatti chiesti 600 euro, altrimenti il Comune non avrebbe autorizzato la posa della lapide con la dedica. In pratica la dedica è paragonata ad un messaggio commerciale che, come tale, deve pagare la tassa (sulla pubblicità?). Inutile commentare oltre. Dopo i funerali comunali calmierati – che a Sesto San Giovanni vengono offerti in convenzione con il Comune a SOLI euro 2.446,00 quando altre imprese (libere) li offrono a euro 1.499,00 – un’altra bella figura ………



Fino a 500,00 euro per segnalare un defunto

tuttofuneali Funerale Laico
tuttofuneali Funerale Laico

Riportiamo oggi quanto viene pubblicato da Virgilio che lascia, i non addetti ai lavori, sconcertati: persone che rubavano pacemaker dai cadaveri e/o vendevano i funerali ad impresari di pompe funebri.

Per gli addetti ai lavori invece ……… nulla di così nuovo ………..

Riportiamo la notizia pubblicata su Virgilio

 

C’era anche chi prelevava pacemaker direttamente dalle salme tra le sette persone raggiunte da un’ordinanza di misure restrittive della procura della repubblica di Pesaro, a conclusione di un’indagine durata quasi due anni e condotta dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. L’operazione, denominata ‘Lazarus’ ha portato alla denuncia di altre 27 persone, tra medici, dipendenti pubblici e impresari funebri. Fra le sette persone alle misure restrittive, cinque risultano agli arresti domiciliari e altre due hanno l’obbligo di firma quotidiana.

Secondo gli uomini delle fiamme gialle, l’indagine avrebbe consentito di stroncare una prassi di lunga data e un sistema attraverso il quale, le cinque persone arrestate, che all’epoca dei fatti erano tutte in servizio all’obitorio di Pesaro, procedevano alla vestizione delle salme, incamerando il corrispettivo, che, invece, doveva essere versato all’ospedale San Salvatore. Per gli inquirenti, questo tipo di operazione veniva eseguita anche durante l’orario di servizio, nelle abitazioni dei soggetti deceduti: in questo caso, i familiari versavano una cifra intorno ai 500 euro per il corredo funerario.

Nel corso dell’indagine, inoltre, sarebbe emerso che i cinque, per ogni funerale procurato, avrebbero ricevevuto un premio in denaro dagli impresari funebri, che oscillava da 100 a 500 euro, arrivando a percepire mensili extra di oltre 10mila euro. Tre dei necrofori coinvolti, inoltre, avrebbero eseguito – abusivamente e direttamente – veri e propri interventi di ‘taglia e cuci’ sui cadaveri, asportando loro i presidi sanitari, come i pacemaker, e praticando persino iniezioni di formalina. I due operatori cimiteriali, da questa mattina ai domiciliari, avrebbero avuto un altro compito: indirizzare le attività di riesumazione delle salme, favorendo, dietro ricompensa, imprese compiacenti. I capi d’accusa formulati dalla procura della repubblica riguardano i reati di peculato, truffa aggravata, rivelazione di segreto d’ufficio ed esercizio abusivo della professione medica.

(Affaritaliani.it)