I nuovi divieti in Area C non consentono alle imprese funebri di svolgere il loro servizio senza prendere le multe!
Leggete la nostra lettera indirizzata al Comune di Milano.
I nuovi divieti in Area C non consentono alle imprese funebri di svolgere il loro servizio senza prendere le multe!
Leggete la nostra lettera indirizzata al Comune di Milano.
L’appalto dei lavori cimiteriali da parte di un Comune a una impresa funebre è illegale. L’appalto dei lavori cimiteriali ad una impresa che non è una onoranza funebre non è illegale, ma se al cimitero chi risponde è ANCHE il titolare di una impresa funebre del paese… forse la pratica non è illegale, ma sicuramente poco onorevole e lusinghiera per il Comune.
Si sa, l’Italia è il bel paese e,.. fatta la legge…, trovato…
E’ infatti capitato ad un Cliente di Outlet del Funerale di doversi rivolgere al cimitero del Paese per tumulazione del proprio caro e …sorpresa, il Cliente si è trovato quale referente dell’impresa incaricata della gestione cimiteriale…, lo stesso impresario funebre (che conosceva) al quale anni prima aveva commissionato un altro funerale!
Ovviamente il gestore dei lavori cimiteriali non ha molto gradito la cosa in quanto ha “visto svanire un funerale” …e la tumulazione è avvenuta con difficoltà.
ringraziamo il Cliente per la fiducia che ci ha accordato e per la capacità di comprendere che tutti i disagi, ovviamente, non sono stati casuali ne a noi addebitabili.
Resta non condivisibile, anche se sicuramente legale, la scelta del Comune di appaltare la gestione dei servizi cimiteriali in tale modo.
Outlet Del Funerale offre i propri servizi funebri a partire da 1.499,0 Euro!
In caso di evenienza ricordatevi sempre di cercare aziende serie e professionali e non limitatevi necessariamente a rivolgervi alla soluzione “più comoda o vicina”. Trovare un prezzo CONVENIENTE salvaguardando la QUALITA’ DEL SERVIZIO da oggi è possibile. Basta rivolgersi ad Outlet Del Funerale!
Molto spesso, al fine di cercare di giustificare l’alto prezzo dei funerali, alcune imprese funebri aggiungono al funerale dei servizi di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno, facendo lievitare il prezzo del preventivo del funerale.
Un tipico caso è il cosiddetto incassamento anticipato della salma.
Spieghiamo cos’è.
Con il termine “incassamento” si intende il posizionamento della salma all’interno del cofano funebre, operazione necessaria per poter eseguire il funerale.
Nella maggioranza dei casi l’incassamento è eseguito dal personale dell’impresa di pompe funebri pochi minuti prima di procedere alla chiusura del cofano funebre e all’esecuzione del funerale.
Ci sono casi nei quali è invece necessario procedere al cosiddetto “incassamento anticipato della salma“: in questo caso il posizionamento della salma viene effettuato in anticipo rispetto al funerale (di solito il giorno prima).
E’ di tutta evidenza che l’incassamento anticipato costituisca un onere non di poco conto per il Cliente in quanto il personale dell’impresa di pompe funebri deve “uscire” ed espletare la propria attività in due momenti diversi. Un incassamento anticipato può costare da 300,00 sino a 1.000,00 euro, con differenze di prezzo più o meno poco giustificabili.
Di fatto l’incassamento anticipato è obbligatorio solo quando vi siano esigenze impellenti di tipo sanitario; in tali casi (problematiche particolari della salma quali, ad esempio, quelli di conservazione) di fatto, l’incassamento anticipato è “imposto” e certificato da un medico.
Quindi, se non è certificato da un medico non è obbligatori e l’impresa di pompe funebri può non farlo.
L’incassamento anticipato è altresì necessario quando si voglia “esporre” la salma nella camera ardente per più giorni o quando la salma viene trasferita dal luogo di decesso in un altro luogo (ad esempio dall’ospedale a casa).
Alcune strutture ospedaliere o sanitarie, che non hanno camere mortuarie che non sono efficacemente climatizzate o hanno carenza di spazi “obbligano” spesso, di fatto, le imprese di onoranze funebri ad effettuare l’incassamento anticipato (soprattutto nei mesi estivi che sono più caldi) per sopperire alle proprie mancanze.
In tal caso la famiglia del defunto viene gravata di un costo aggiuntivo sul funerale che non dovrebbe sostenere.
Spesso le imprese di onoranze funebri non consentono ai parenti del defunto di poter scegliere e decidono autonomamente, anche quando si potrebbe farne a meno, di fornire il servizio, ovviamente includendolo già nel prezzo del funerale.
E’ bene quindi sapere che, quando non serve e non vi sono esigenze sanitarie particolari, l’incassamento anticipato può essere evitato, risparmiando così sul conto complessivo del funerale.
Il funerale laico è possibile ed è un diritto per chi vuole celebrare la scomparsa di una persona cara senza dover ricorrere a cerimonie religiose.
I comuni italiani hanno l’obbligo di dare la possibilità di organizzare una cerimonia funebre laica a tutte le persone che lo desiderano e che non intendono celebrare il ricordo del proprio caro secondo i dettami religiosi di una confessione che il defunto non professava e in cui non si identificava.
Il funerale laico rappresenta un’opportunità per salutare la persona cara scomparsa e celebrarne il ricordo senza alcun riferimento a temi religiosi ma organizzando una cerimonia in cui si può il defunto con racconti sulla sua vita accompagnati da musiche e canti. Durante la cerimonia non ci sono preghiere, inni o letture tratte dalla Bibbia.
La cerimonia funebre laica a Milano e in altre città può essere organizzata in qualsiasi luogo di propria scelta e non ci sono divieti o limitazioni particolari a questo proposito: può trattarsi di un’abitazione privata, in sale affittate per questo scopo, nella sala consiliare del comune di appartenenza o in sale del commiato, che sono stanze speciali allestite appositamente per l’occasione dal Comune (obbligatorio per legge).
Il funerale in questo caso viene condotto da un celebrante laico, che può essere una persona specifica che si occupa di questo o anche semplicemente un parente o un amico. Il celebrante, se esterno, si occupa durante la cerimonia dell‘elogio del defunto e della lettura di parti scelte dai parenti. Per questo motivo si consiglia di avere un incontro preliminare con il celebrante prima del funerale per raccontargli la vita della persona scomparsa e dare indicazioni sul tipo di letture da fare e quale musica usare come accompagnamento.
Per quanto riguarda, invece, lo svolgimento del funerale laico generalmente si segue questo schema:
Inizia oggi la pubblicazione di una guida pratica da seguire nel caso in cui si debba organizzare un funerale di un congiunto.
Non si tratta di una delle solite guide teoriche che si possono trovare su internet (lo stesso Comune di Milano mette a disposizione una dettagliata e ben fatta guida di ben 33 pagine), ma di brevi informazioni pratiche che tendono a evidenziare alcune “stranezze”, “incongruenze” od “omissioni” che possono complicare la vita a chi rimane.
Molto spesso nel caso di lutto improvviso si viene colti dal panico in quanto non si sa esattamente “cosa fare” e, spesso, si finisce con il compiere delle scelte di cui a posteriori ci si pente.
Ecco dunque alcune brevi informazioni “di emergenza” che sono utili in quei casi nei quali si è in presenza di cause di morte, per così dire, “normali” (che non comprendono, quindi, omicidio, suicidio etc.).
Nella definizione di Wikipedia “il rito funebre, o funerale, è un rituale civile o religioso che si celebra in seguito alla morte di una persona” e che varia a seconda del luogo, della fede religiosa o in conseguenza di espressi desideri del defunto e dei suoi parenti.
Il decesso (la morte) di una persona può avvenire:
1. In una casa privata
2. In un ospedale o in una struttura sanitaria privata (clinica, casa di riposo, ospice…)
Il caso del decesso in una casa privata è quello che genera più apprensione in quanto, a differenza di quello in ospedale o in una struttura sanitaria dove sono le stesse strutture a occuparsi di tutti gli adempimenti burocratici, qui sono i famigliari che ci devono pensare.
Tuttavia, affrontare la morte di un proprio caro in ospedale o in una struttura sanitaria, pur essendo più semplice sotto l’aspetto burocratico, nasconde spesso ben altre trappole più pericolose.
Decesso in una casa privata
In caso di morte in una casa privata (spesso si tratta della propria abitazione) bastano comunque pochi accorgimenti per non complicarsi la vita.
Il secondo adempimento che è necessario fare successivamente alla morte di un congiunto avvenuta in una abitazione è chiamare il proprio medico curante che compila un certificato indicante, fra l’altro, la causa di morte.
Questo è il secondo adempimento, va bene ma voi vi chiederete: qual è il primo? qual è la prima cosa da fare?!
Ve lo diremo e lo capirete dopo.
Ora è importante sapere che la guardia medica non può sostituire il proprio medico curante.
Sovente, infatti, viene chiamata la guardia medica (magari perché il decesso è avvenuto di notte o in un giorno festivo) che si reca presso l’abitazione e accerta lo stato di morte. L’eventuale accertamento di morte della guardia medica non sostituisce quello del proprio medico curante, che deve essere pertanto sempre essere chiamato.
Il medico curante, una volta raggiunta l’abitazione per constatare la morte di una persona (tralasciando sporadici casi di scarsa disponibilità del medico curante che ha chiesto ai parenti di recarsi presso il suo ambulatorio a causa di impegni – se vi capita, chiedete se e come portare il defunto, visto che deve accertare, quindi vedere, lo stato di morte), deve compilare e consegnare ai parenti del defunto il cosiddetto “modulo ISTAT”, ovvero un documento che, fra l’altro, riassume le generalità della persona deceduta e le cause del decesso.
Nel caso in cui il proprio medico curante non fosse reperibile occorre trovare un altro medico di base (si badi bene, medico di base, cosiddetto “medico della mutua”; se non è un medico di base non va bene).
Qui sorge però un problema creato dalla nostra burocrazia e da un cattivo, diciamo così, malcostume da parte di molti medici.
Pur essendo il “modulo ISTAT” un documento che deve essere compilato e firmato dal medico curante, è prassi (!?) che il medico non abbia con se il modulo in quanto è, ancora, prassi (!) che il modulo ISTAT sia fornito dall’impresa di onoranze funebri designata per l’esecuzione del funerale.
Ma come, penserete voi, debbo pensare prima all’impresa di onoranze funebri che al medico?
Eh sì, se il vostro medico curante fa parte di quella grande maggioranza che non hanno il modulo.
Quindi, paradosso, la prima cosa da fare sarebbe chiamare l’impresa di pompe funebri.
Si ma, Chi? E se magari è notte o domenica?
Ecco quindi UNA REGOLA DI SOPRAVVIVENZA.
Qualora abbiate un congiunto che, purtroppo, è un malato terminale, ovvero una persona alla quale non resta ancora molto tempo da vivere, con riferimento al funerale cercate di informarvi prima e di chiedere dei preventivi.
Non è sicuramente una cosa facile, ma diventerà utile in un secondo momento.
Certo non è semplice recarsi presso un’agenzia funebre per chiedere un preventivo di un funerale in quanto, tra l’altro e non a caso, nella maggior parte dei casi le agenzie funebri sono luoghi tetri e tristi, spesso sempre chiusi, con indicato unicamente un numero telefonico per le urgenze (eh!).
Ma che caso, si tratta di luoghi fatti apposta per non far entrare nessuno se non in caso di impellente necessità.
Tuttavia ci si può informare anche da casa, ricercando in internet e chiamando per telefono, oppure chiedendo a un amico fidato se conosce qualcuno di serio.
Bisogna ricordare che se si ha in cucina un rubinetto che perde è meglio pensarci prima piuttosto che trovarsi a chiamare il primo idraulico disponibile a ferragosto perché si ha la casa allagata. L’idraulico potrebbe essere la persona più onesta di questo mondo, ma l’occasione, si sa…
Quindi, prima regola è muoversi in anticipo, cercando di informarsi prima. E’ importante chiedere dei preventivi a più aziende selezionando quelle che potrebbero essere più serie.
E’ bene richiedere più preventivi e confrontarli.
Alcuni consigli utili:
– non dite i preventivi delle altre imprese;
– scartate chi vi chiede i prezzi degli altri per poi farvi un totale con 100 euro in meno!
– diffidate di chi non vi fa molte domande e/o non vi chiede chiarimenti (vi aumenterà poi il prezzo detto dicendo che non avete specificato bene);
– giudicate la trasparenza con la quale vi rispondono;
– fatevi confermare per iscritto il prezzo e cosa comprende (per evitare brutte sorprese);
Se si trova un’azienda seria, allora si può anche sottoscrivere il contratto, farsi consegnare prima il famoso “Modulo ISTAT” senza aspettare che sia il medico curante a consigliarvi a chi rivolgervi.
A questo punto, visto che avete deciso a chi rivolgervi, fatevi rilasciare dall’impresario funebre un numero di telefono (meglio il numero di cellulare) da chiamare nel momento del bisogno.
Quando il momento verrà, penserà poi a tutto l’impresa funebre e, se avete scelto bene, tutto procederà con semplicità.
Se non avete scelto, prima cercate di fare tutto in maniera più veloce, ma senza ansia o panico, sappiate che avete tempo 24 ore per comunicare il decesso in Comune all’Ufficiale di Stato civile. Sembrano poche, ma non lo sono.
Prima di poter effettuare il funerale devono trascorrere almeno 24 ore dalla morte e nel solo caso di decesso in abitazione, è obbligatoria la visita del medico necroscopo che accerta la realtà della morte.
Evitate quindi di farvi mettere fretta!