Funerale come secondo premio in una lotteria

Con l’attuale crisi economica e con i prezzi dei funerali ingiustificatamente alti diventando sempre più difficile persino dare una degna sepoltura ai propri cari. Ecco che nascono nuove idee. Pubblichiamo quanto riportato dal quotidiano on line “l’indipendenza nuova”.

Crisi, quando alla lotteria vinci il servizio funebre

28 Dec 2014 ·

di DISCANTABAUCHI

Oramai chi gira per la metropolitana di Milano si è già abituato ai cartelli pubblicitari dell’outlet del funerale. Con meno di 1.400 euro hai tutto il servizio completo. Casettina decente, trasporto e tumulazione. Ma ora morire è anche un terno al lotto se vinci il secondo biglietto della lotteria. Ecco qua: ”2° posto -Servizio funebre”. E’ uno dei premi messi in palio dalla lotteria ‘Calici di Pasqua’ che si terrà in primavera a Jerzu, nella terra dell’Ogliastra, dove si vendemmia il vino Cannonau. Ma non c’è solo questo e allora, in tempi di magra, in cui anche morire è diventato un privilegio, gli organizzatori hanno messo in palio un premio realisticamente utile per chi ha le pezze attaccate al sedere. Tuttavia si può anche optare per qualcosa di più utile, al momento: ”Chi vorrà potrà sostituirla con un divano. In ogni caso, a chi deciderà di portarsi a casa la cassa funebre gli auguriamo che possa usarla fra cento anni. Ma sempre distesi si sta!”. commentano gli organizzatori. Più ‘normali’ il primo ed il terzo premio, una Fiat Panda e un viaggio per due persone, ma in paese c’è chi approva: ”Con quel che costa oggi un funerale non è una cattiva idea! Ci auguriamo che chi lo vince lo usi fra cent’anni”.



Non sempre la crisi porta con se brutte notizie!

L’attuale crisi economica sta facendo “crollare” il prezzo di molti prodotti, ivi incluso quanto il prezzo di un funerale. E’ un fenomeno che ha colpito prima le grandi città quali Milano e Roma (dove molte aziende offrono funerali a meno di mille euro), e che ora si sta diffondendo. Spesso infatti le famiglie non sono più in grado di pagare per un servizio funebre gli oltre 4.000,00 euro che ancora oggi le piccole agenzie funebri chiedono. Ecco quindi che le piccole realtà che vivevano bene vendendo 4-5 funerali al mese si trovano ora, con il crollare dei prezzi, sempre più nell’impossibilità ad operare. Sta avvenendo, anche nel settore funebre, quello che è avvenuto anni fa in altri settori con l’avvento della grande distribuzione e degli ipermercati. Certo alcuni saranno contrari, ma bisogna ricordare che se non fosse per i centri commerciali ora pagheremmo un chilo di pasta o di riso dieci euro! Si tratta di una fisiologica evoluzione del settore che tende a premiare i soggetti più efficienti avvantaggiando i consumatori e oramai è chiaro che la qualità dei prodotti del centro commerciale non è poi così diversa da quella del “vecchio” piccolo negozio (come qualcuno voleva tanti anni fa far credere………). Niente di strano quindi: la stessa QUALITA’ ma solo a un PREZZO PIU’ BASSO.