Guida pratica alla sopravvivenza in caso di morte

Outlet del Funerale Blog - MilanoInizia oggi la pubblicazione di una guida pratica da seguire nel caso in cui si debba organizzare un funerale di un congiunto.

Non si tratta di una delle solite guide teoriche che si possono trovare su internet (lo stesso Comune di Milano mette a disposizione una dettagliata e ben fatta guida di ben 33 pagine), ma di brevi informazioni pratiche che tendono a evidenziare alcune “stranezze”, “incongruenze” od “omissioni” che possono complicare la vita a chi rimane.

Molto spesso nel caso di lutto improvviso si viene colti dal panico in quanto non si sa esattamente “cosa fare” e, spesso, si finisce con il compiere delle scelte di cui a posteriori ci si pente.

Ecco dunque alcune brevi informazioni “di emergenza” che sono utili in quei casi nei quali si è in presenza di cause di morte, per così dire, “normali” (che non comprendono, quindi, omicidio, suicidio etc.).

Nella definizione di Wikipedia “il rito funebre, o funerale, è un rituale civile o religioso che si celebra in seguito alla morte di una persona” e che varia a seconda del luogo, della fede religiosa o in conseguenza di espressi desideri del defunto e dei suoi parenti.

Il decesso (la morte) di una persona può avvenire:

1.      In una casa privata

2.      In un ospedale o in una struttura sanitaria privata (clinica, casa di riposo, ospice…)

Il caso del decesso in una casa privata è quello che genera più apprensione in quanto, a differenza di quello in ospedale o in una struttura sanitaria dove sono le stesse strutture a occuparsi di tutti gli adempimenti burocratici, qui sono i famigliari che ci devono pensare.

Tuttavia, affrontare la morte di un proprio caro in ospedale o in una struttura sanitaria, pur essendo più semplice sotto l’aspetto burocratico, nasconde spesso ben altre trappole più pericolose.

Decesso in una casa privata

In caso di morte in una casa privata (spesso si tratta della propria abitazione) bastano comunque pochi accorgimenti per non complicarsi la vita.

Il secondo adempimento che è necessario fare successivamente alla morte di un congiunto avvenuta in una abitazione è chiamare il proprio medico curante che compila un certificato indicante, fra l’altro, la causa di morte.

Questo è il secondo adempimento, va bene ma voi vi chiederete: qual è il primo? qual è la prima cosa da fare?!

Ve lo diremo e lo capirete dopo.

Ora è importante sapere che la guardia medica non può sostituire il proprio medico curante.

Sovente, infatti, viene chiamata la guardia medica (magari perché il decesso è avvenuto di notte o in un giorno festivo) che si reca presso l’abitazione e accerta lo stato di morte. L’eventuale accertamento di morte della guardia medica non sostituisce quello del proprio medico curante, che deve essere pertanto sempre essere chiamato.

Il medico curante, una volta raggiunta l’abitazione per constatare la morte di una persona (tralasciando sporadici casi di scarsa disponibilità del medico curante che ha chiesto ai parenti di recarsi presso il suo ambulatorio a causa di impegni – se vi capita,  chiedete se e come portare il defunto, visto che deve accertare, quindi vedere, lo stato di morte), deve compilare e consegnare ai parenti del defunto il cosiddetto “modulo ISTAT”, ovvero un documento che, fra l’altro, riassume le generalità della persona deceduta e le cause del decesso.

Nel caso in cui il proprio medico curante non fosse reperibile occorre trovare un altro medico di base (si badi bene, medico di base, cosiddetto “medico della mutua”; se non è un medico di base non va bene).

Qui sorge però un problema creato dalla nostra burocrazia e da un cattivo, diciamo così, malcostume da parte di molti medici.

Pur essendo il “modulo ISTAT” un documento che deve essere compilato e firmato dal medico curante, è prassi (!?) che il medico non abbia con se il modulo in quanto è, ancora, prassi (!) che il modulo ISTAT sia fornito dall’impresa di onoranze funebri designata per l’esecuzione del funerale.

Ma come, penserete voi, debbo pensare prima all’impresa di onoranze funebri che al medico?

Eh sì, se il vostro medico curante fa parte di quella grande maggioranza che non hanno il modulo.

Quindi, paradosso, la prima cosa da fare sarebbe chiamare l’impresa di pompe funebri.

Si ma, Chi?  E se magari è notte o domenica?

Ecco quindi UNA REGOLA DI SOPRAVVIVENZA.

Qualora abbiate un congiunto che, purtroppo, è un malato terminale, ovvero una persona alla quale non resta ancora molto tempo da vivere, con riferimento al funerale cercate di informarvi prima e di chiedere dei preventivi.

Non è sicuramente una cosa facile, ma diventerà utile in un secondo momento.

Certo non è semplice recarsi presso un’agenzia funebre per chiedere un preventivo di un funerale in quanto, tra l’altro e non a caso, nella maggior parte dei casi le agenzie funebri sono luoghi tetri e tristi, spesso sempre chiusi, con indicato unicamente un numero telefonico per le urgenze (eh!).

Ma che caso, si tratta di luoghi fatti apposta per non far entrare nessuno se non in caso di impellente necessità.

Tuttavia ci si può informare anche da casa, ricercando in internet e chiamando per telefono, oppure chiedendo a un amico fidato se conosce qualcuno di serio.

Bisogna ricordare che se si ha in cucina un rubinetto che perde è meglio pensarci prima piuttosto che trovarsi a chiamare il primo idraulico disponibile a ferragosto perché si ha la casa allagata. L’idraulico potrebbe essere la persona più onesta di questo mondo, ma l’occasione, si sa…

Quindi, prima regola è muoversi in anticipo, cercando di informarsi prima. E’ importante chiedere dei preventivi a più aziende selezionando quelle che potrebbero essere più serie.

E’ bene richiedere più preventivi e confrontarli.

Alcuni consigli utili:

– non dite i preventivi delle altre imprese;

– scartate chi vi chiede i prezzi degli altri per poi farvi un totale con 100 euro in meno!

– diffidate di chi non vi fa molte domande e/o non vi chiede chiarimenti (vi aumenterà poi il prezzo detto dicendo che non avete specificato bene);

– giudicate la trasparenza con la quale vi rispondono;

– fatevi confermare per iscritto il prezzo e cosa comprende (per evitare brutte sorprese);

Se si trova un’azienda seria, allora si può anche sottoscrivere il contratto, farsi consegnare prima il famoso “Modulo ISTAT” senza aspettare che sia il medico curante a consigliarvi a chi rivolgervi.

A questo punto, visto che avete deciso a chi rivolgervi, fatevi rilasciare dall’impresario funebre un numero di telefono (meglio il numero di cellulare) da chiamare nel momento del bisogno.

Quando il momento verrà,  penserà poi a tutto l’impresa funebre e, se avete scelto bene, tutto procederà con semplicità.

Se non avete scelto, prima cercate di fare tutto in maniera più veloce, ma senza ansia o panico, sappiate che avete tempo 24 ore per comunicare il decesso in Comune all’Ufficiale di Stato civile. Sembrano poche, ma non lo sono.

Prima di poter effettuare il funerale devono trascorrere almeno 24 ore dalla morte e nel solo caso di decesso in abitazione, è obbligatoria la visita del medico necroscopo che accerta la realtà della morte.

Evitate quindi di farvi mettere fretta!

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5 Commenti a “Guida pratica alla sopravvivenza in caso di morte”

  1. Salve,
    Lavoro anch’io in questo settore e devo ammettere che i vostri consigli sono esattamente quelli che io e i miei colleghi diamo a chiunque abbia la pazienza e lo spirito di ascoltarci.
    Prendere l’iniziativa potrà sembrare di “cattivo augurio”, ma è meglio essere sempre preparati, in queste come in altre circostanze. Aggiungo che, se non si ha idea di chi ci si trova di fronte, è sempre possibile fare (rapide) ricerche in merito tramite il web o il vecchio e caro passa-parola.
    Buona giornata!

  2. michele scrive:

    quali sono i documenti che le imprese fanno, utili se muore a casa, in ospedale o in una casa di riposo; e presso quali uffici

    • OdF scrive:

      I documenti necessari a seguito di un decesso sono:
      – constatazione di morte: eseguita da un medico
      – modulo istat: compilato da un medico
      – necroscopia: eseguita da un medico necroscopo

      Tutti questi documenti sono necessari in ogni caso; ovviamente se il decesso avviene in ospedale ci pensa il personale medico ospedaliero. Se il decesso avviene in casa di cura quasi sempre è come in ospedale. Alcune piccole strutture non hanno il medico necroscopo interno quindi si rivolgono all’ASL di competenza.

      L’impresa funebre si occupa di ritirare e portare (su incarico di una persona) tali documenti in Municipio per effettuare la denuncia di morte (che può essere presentata, effettuata e firmata da un Direttore Tecnico Funebre). L?impresa funebre provvede poi a fissare la data del funerale e a contattare l’eventuale struttura religiosa e il luogo di esecuzione delle onoranze.

      Ogni Comune ha il proprio regolamento di Polizia Mortuaria, struttura religiosa, cimitero o forno crematorio hanno le proprie procedure.

      In caso di decesso in abitazione quasi sempre il personale medico non ha (cosa di per se assurda e criticabile) la documentazione istat da compilare talchè ci si trova a dover chiamare prima l’impresa funebre (che ha i documenti istat) del medico!

  3. […] valore per noi fondamentale, non a caso ribadito più volte sul sito aziendale ed anche in un precedente articolo (“Guida pratica alla sopravvivenza in caso di morte”), di cui suggeriamo ancora una volta la […]

  4. […] valore per noi fondamentale, non a caso ribadito più volte sul sito aziendale ed anche in un precedente articolo (“Guida pratica alla sopravvivenza in caso di morte”), di cui suggeriamo ancora una volta la […]

  5. Funerale scrive:

    E’ vero, se non ci si organizza nell’organizzare un funerale si possono ricevere brutte sorprese sul prezzo e servizi scadenti.

  6. max scrive:

    io ho già lasciato scritto che quando sarà il mio momento della morte che io sia cremato e che le mie ceneri siano sparse nell’orto di casa mia anche i miei genitori quando moriranno farò cremare e le ceneri le spargo nell’orto ..
    per il funerale niente funerale per me ..

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