Vialetto di passaggio tra Largo Richini e via Francesco Sforza, spazio antistante la camera mortuaria dell’Ospedale Policlinico di Milano: pompe funebri Ganzerli pare la faccia da padrone

Numerose sono oramai le segnalazioni che ci pervengono di una attività quantomeno sospetta e obbrobriosa che pare svolgersi quotidianamente nello spazio antistante alla camera mortuaria dell’Ospedale Policlinico di Milano, il vialetto di passaggio tra Largo Richini e via Francesco Sforza. Pare che non ci sia decesso avvenuto nel Policlinico senza che i parenti siano contattati da personale non sanitario che staziona di fronte alla camera mortuaria.

La Direzione Sanitaria del Policlinico ha precisato che il vialetto in questione è area di proprietà comunale e il Policlinico di Milano non ha competenza in merito allo stazionamento di alcuno. Lo spazio antistante alla camera mortuaria non è controllabile in quanto non di proprietà della fondazione IRCCS e pertanto gli operatori di Imprese funebri, quando presenti, non possono essere allontanati.

A tal riguardo va ricordato che l’art. 31 del Regolamento Regione Lombardia n. 6/2004 che disciplina l’attività funebre, al comma 2 prevede che:
“Il conferimento di incarico o la negoziazione di affari inerenti all’attività funebre avviene nella sede indicata nell’atto autorizzativo o, su preventiva richiesta scritta dell’interessato, in altro luogo. Le medesime attività sono vietate all’interno di strutture sanitarie, obitori, servizi mortuari sanitari”.
Quindi, pur essendo vietata la negoziazione di affari inerenti all’attività funebre (rectius: contattare il famigliare di un defunto) in luogo diverso dall’agenzia funebre, considerato che l’area antistante alla camera mortuaria del Policlinico di Milano è di proprietà comunale ……. che tutto continui così!
W l’Italia

Funerale Laico



La guerra tra gli outlet del funerale: il marchio è registrato

DA MILANO INTIMANO L’ALT ALLE POMPE FUNEBRI DI GROSSETO

25 agosto 2013

IL TIRRENO – Gruppo Editoriale L’Espresso Spa

di Francesca Gori

GROSSETO. Giù le mani dal marchio: l’Outlet del funerale esiste già, è a Milano, ed è nato grazie all’idea di un commercialista che insieme ad alcuni imprenditori ha deciso di fornire servizi funebri a basso costo, rispetto a quelli di mercato. Casse da morto, noleggio carro funebre, manifesti e fiori a prezzi vantaggiosi, il core business della società che si chiama proprio L’outlet del funerale e che non ha gradito granché la pubblicità realizzata da Eugenio Grandini, titolare dell’omonima impresa di pompe funebri di Grosseto.

«Siamo certi della buona fede dell’imprenditore – dice Daniele Contessi, il presidente della società milanese – e lo contatteremo proprio per spiegargli che il nostro è un marchio registrato e non può essere utilizzato da altre aziende. Se però ci rendiamo conto che c’era la volontà di utilizzare il nostro brand, o se invece verranno stampati altri manifesti con quella dicitura, procederemo per vie legali». Tre anni fa, quando a Milano è nato “L’outlet del funerale”, il presidente e i soci dell’azienda hanno infatti deciso di tutelare quel marchio registrandolo. «E non solo in una dicitura – spiega ancora Contessi – ma almeno in tre o quattro varianti diverse». Da allora, poi, è scoppiata una vera e propria guerra. Non solo in Lombardia, dove più di un operatore ha avuto da storcere la bocca. «Il problema nel nostro settore – aggiunge Contessi – è soltanto uno: le persone che sono costrette ad organizzare un funerale non hanno parametri di riferimento. Ma basta pensare, ad esempio, al costo di un televisore lcd. Oggi se entriamo in un supermercato sappiamo che possiamo trovare tv a 250 euro, ad esempio. Ecco, una bara che è costituita da quattro assi di legno quanto la dobbiamo far pagare?». E proprio a partire da questo principio che la società milanese riesce ad organizzare funerali a millecinquecento euro tutto compreso. Esattamente come la società grossetana che ha realizzato i cartelloni pubblicitari in via della Repubblica. «Noi non utilizziamo nemmeno bare che abbiano piccoli difetti – continua il commercialista – perché i prezzi di una cassa da morto liscia si aggirano sui 250 euro. Non avrebbe quindi senso fare in altro modo».

Non c’è però tra Milano e Grosseto una gara a chi organizza il funerale più bello spendendo meno. «C’è solo la questione dell’utilizzo di un marchio che è nostro – taglia corto il presidente – e che non può essere associato al nome di nessun’altra azienda». Insomma, di “Outlet del funerale” ce n’è soltanto uno. «Tante imprese comunque ci hanno chiesto di poter utilizzare il nostro sistema – spiega ancora Contessi – Nasceranno probabilmente altre aziende in franchising nel resto d’Italia. Ce l’hanno chiesto in tanti di poter aderire, ma abbiamo l’obbligo di controllare che venga seguita alla lettera la nostra filosofia. E soprattutto, che ci sia piena trasparenza nei confronti dei clienti».

Filosofia che è la stessa che ha spinto Grandini a realizzare quella pubblicità. «Nella maggior parte dei casi le intenzioni sono buone – dice ancora Contessi – ma ripeto: se qualcuno continua ad utilizzare il nostro marchio, saremo costretti a denunciarlo».



OUTLET DEL FUNERALE ® scoppia la guerra «Marchio registrato»

Una società milanese su tutte le furie per la pubblicità Il presidente: «Ok se in buonafede, altrimenti denunciamo»

25 agosto 2013

IL TIRRENO – Gruppo Editoriale L’Espresso Spa

di Francesca Gori

GROSSETO. Giù le mani dal marchio: l’Outlet del funerale esiste già, è a Milano, ed è nato grazie all’idea di un commercialista che insieme ad alcuni imprenditori ha deciso di fornire servizi funebri a basso costo, rispetto a quelli di mercato. Casse da morto, noleggio carro funebre, manifesti e fiori a prezzi vantaggiosi, il core business della società che si chiama proprio L’outlet del funerale e che non ha gradito granché la pubblicità realizzata da Eugenio Grandini, titolare dell’omonima impresa di pompe funebri di Grosseto.

«Siamo certi della buona fede dell’imprenditore – dice Daniele Contessi, il presidente della società milanese – e lo contatteremo proprio per spiegargli che il nostro è un marchio registrato e non può essere utilizzato da altre aziende. Se però ci rendiamo conto che c’era la volontà di utilizzare il nostro brand, o se invece verranno stampati altri manifesti con quella dicitura, procederemo per vie legali». Tre anni fa, quando a Milano è nato “L’outlet del funerale”, il presidente e i soci dell’azienda hanno infatti deciso di tutelare quel marchio registrandolo. «E non solo in una dicitura – spiega ancora Contessi – ma almeno in tre o quattro varianti diverse». Da allora, poi, è scoppiata una vera e propria guerra. Non solo in Lombardia, dove più di un operatore ha avuto da storcere la bocca. «Il problema nel nostro settore – aggiunge Contessi – è soltanto uno: le persone che sono costrette ad organizzare un funerale non hanno parametri di riferimento. Ma basta pensare, ad esempio, al costo di un televisore lcd. Oggi se entriamo in un supermercato sappiamo che possiamo trovare tv a 250 euro, ad esempio. Ecco, una bara che è costituita da quattro assi di legno quanto la dobbiamo far pagare?». E proprio a partire da questo principio che la società milanese riesce ad organizzare funerali a millecinquecento euro tutto compreso. Esattamente come la società grossetana che ha realizzato i cartelloni pubblicitari in via della Repubblica. «Noi non utilizziamo nemmeno bare che abbiano piccoli difetti – continua il commercialista – perché i prezzi di una cassa da morto liscia si aggirano sui 250 euro. Non avrebbe quindi senso fare in altro modo».

Non c’è però tra Milano e Grosseto una gara a chi organizza il funerale più bello spendendo meno. «C’è solo la questione dell’utilizzo di un marchio che è nostro – taglia corto il presidente – e che non può essere associato al nome di nessun’altra azienda». Insomma, di “Outlet del funerale” ce n’è soltanto uno. «Tante imprese comunque ci hanno chiesto di poter utilizzare il nostro sistema – spiega ancora Contessi – Nasceranno probabilmente altre aziende in franchising nel resto d’Italia. Ce l’hanno chiesto in tanti di poter aderire, ma abbiamo l’obbligo di controllare che venga seguita alla lettera la nostra filosofia. E soprattutto, che ci sia piena trasparenza nei confronti dei clienti».

Filosofia che è la stessa che ha spinto Grandini a realizzare quella pubblicità. «Nella maggior parte dei casi le intenzioni sono buone – dice ancora Contessi – ma ripeto: se qualcuno continua ad utilizzare il nostro marchio, saremo costretti a denunciarlo».



Organizzare una cerimonia funebre laica

tuttofuneali Funerale Laico

Funerale LaicoIl funerale laico è possibile ed è un diritto per chi vuole celebrare la scomparsa di una persona cara senza dover ricorrere a cerimonie religiose.

I comuni italiani hanno l’obbligo di dare la possibilità di organizzare una cerimonia funebre laica a tutte le persone che lo desiderano e che non intendono celebrare il ricordo del proprio caro secondo i dettami religiosi di una confessione che il defunto non professava e in cui non si identificava.

Il funerale laico rappresenta un’opportunità per salutare la persona cara scomparsa e celebrarne il ricordo senza alcun riferimento a temi religiosi ma organizzando una cerimonia in cui si può il defunto con racconti sulla sua vita accompagnati da musiche e canti. Durante la cerimonia non ci sono preghiere, inni o letture tratte dalla Bibbia.

La cerimonia funebre laica a Milano e in altre città può essere organizzata in qualsiasi luogo di propria scelta e non ci sono divieti o limitazioni particolari a questo proposito: può trattarsi di un’abitazione privata, in sale affittate per questo scopo, nella sala consiliare del comune di appartenenza o in sale del commiato, che sono stanze speciali allestite appositamente per l’occasione dal Comune (obbligatorio per legge).

Il funerale in questo caso viene condotto da un celebrante laico, che può essere una persona specifica che si occupa di questo o anche semplicemente un parente o un amico. Il celebrante, se esterno, si occupa durante la cerimonia dell‘elogio del defunto e della lettura di parti scelte dai parenti. Per questo motivo si consiglia di avere un incontro preliminare con il celebrante prima del funerale per raccontargli la vita della persona scomparsa e dare indicazioni sul tipo di letture da fare e quale musica usare come accompagnamento.

Per quanto riguarda, invece, lo svolgimento del funerale laico generalmente si segue questo schema:

  • Parte introduttiva iniziale;
  • Riflessioni sulla morte e letture scelte;
  • Elogio funebre: storia e racconti della vita della persona scomparsa;
  • Commiato
  • Chiusura e ringraziamenti della famiglia.


OUTLET DEL FUNERALE®: la testimonianza di Laura Sonia B.

Testimonianze OdF

Laura Sonia B.

ODF ha curato il servizio funebre di mia mamma e Vi assicuro che tutte le loro persone sono state professionali e nello stesso tempo si sono mostrati molto delicati, discreti e sensibili. OdF si è occupata di tutta la parte burocratica, hanno persino contattato il mio parroco. In un momento così doloroso è stato bello e prezioso affidarsi a loro. Sono davvero organizzatissimi. Li consiglio a chiunque abbia bisogno di un servizio funebre. Servizio impeccabile ad un prezzo contenuto. Grazie