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Decesso di un parente in casa (privata): qual è la procedura da seguire? Quali sono i documenti indispensabili di cui si necessita?

Laddove si verifichi il decesso di una persona presso un’abitazione privata (dunque non in ospedale o in casa di riposo), la prima cosa da fare è avvisare il proprio medico curante.

È infatti al medico curante che spetta affermare se la persona alla quale sta prestando la propria opera è deceduta. Egli decreta inoltre l’ora, la data e il luogo del decesso e si occupa della compilazione delle generalità del defunto.

In quel frangente sarà altresì fondamentale redigere il modulo Istat o scheda Istat. Si tratta di una denuncia obbligatoria con scopi sanitari, epidemiologici e statistici, stabilita dal Ministero della Sanità e dall’Istituto nazionale di statistica (da qui modulo Istat), che riassume le motivazioni che hanno determinato la morte nonché le generalità del defunto. Il modulo Istat dovrebbe essere sempre in possesso del medico, ma purtroppo non è così. Spesso, infatti, è l’impresa di onoranze funebri a procurarlo! (Non a caso il personale di OdF – Outlet del Funerale ha sempre delle copie con sé).

Importantissima raccomandazione: in questa fase il medico curante non può essere sostituito dalla guardia medica perché sarà proprio lui che dovrà procedere all’accertamento di morte. Se il proprio medico curante non fosse per qualche motivo rintracciabile, bisognerà individuare un altro medico di base per espletare l’iter. Non ci sono altre soluzioni.

A quel punto o il medico curante oppure l’impresa di pompe funebri incaricata di occuparsi delle pratiche, del funerale e della salma (inumazione, tumulazione, cremazione), dovrà avvisare il medico legale, ovvero il necroscopo, affinché esegua una visita. La visita necroscopica viene effettuata non prima della 15esima ora dal decesso, mediante la quale si accerta la morte del soggetto. Lo stesso medico valuterà anche la congruità di quanto scritto sulla scheda di morte Istat dal medico curante. Una volta fatto ciò, verrà stilato il relativo certificato.

Superate queste fasi i congiunti, il convivente o un delegato dovranno fornire, entro 24 ore dal decesso, la dichiarazione all’ufficiale dello stato civile, a cui spetta la redazione dell’atto di morte.

 

Morte a casa

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