La bara non entra nel loculo? Viene segata durante il funerale

imageVi mostriamo, grazie a un articolo del giornale “Veneziatoday”, come certe imprese funebri a ogni problema trovano una soluzione.

“La bara non entra nel loculo? Nessun problema, viene segata durante il funerale. L’episodio sarebbe capitato sabato pomeriggio al cimitero di Martellago lasciando a bocca aperte i familiari del defunto, un 61enne del posto. In paese la voce si è diffusa molto rapidamente e ora la famiglia intende procedere per vie legali, denunciando un’azione definita “incresciosa”. Come riporta Il Gazzettino, al momento della sepoltura il custode del cimitero e il titolare dell’impresa funebre si sono resi conto che la bara non entrava nel loculo. Che fare, dunque?

“Hanno scelto di tagliare con la sega, il martello e lo scalpello i due angoli della bara dalla parte dov’era adagiata la testa di mio marito. Una cosa allucinante” sarebbe la pesante accusa della moglie del defunto. I famigliari puntano il dito contro l’impresa funebre, sottolineando che chi fa questo lavoro dovrebbe conoscere alla perfezione la compatibilità tra ogni tipo di bara e ogni tipo di loculo.

Il titolare dell’impresa funebre ha confermato l’errore di segare la bara in pubblico, sminuendo però il tutto e spiegando che si trattava solamente di due centimetri di bara rifilata. Alla famiglia non interessa, per loro si tratta comunque di un gesto oltraggioso, senza alcun rispetto”.

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2 Commenti a “La bara non entra nel loculo? Viene segata durante il funerale”

  1. laura conte scrive:

    Mi chiedo come tutto questo sia possibile qui nel mio paese le bare che vengono tumulate nei vecchi loculi ormai non a norma vengono sempre tagliate cn seghe elettriche o che poichè le congreghe che si occupano del tutto a scopo solo di lucro permettono di seppellire una persona appena defunta in un ossario che di dimensioni x le nuove bare non ha………tutto questo è legale??????? Direi proprio di no, a me è capitato di acquistare un loculo al prezzo di mille euro e nel contratto era specificato x i resti ossei della salma………..Mia zia deceduta dopo poco tempo è stata tumulata in quel loculo dopo che la bara è stata segata lateralmente davanti a tutti noi……il mio paese è in provincia di lecce si chiama Poggiardo e direi che tutto questo non è potere ma strapotere dato nelle mani di compiacenti persone che fanno parte di una congrega dalle quale si specula anche su questo e dove gli stessi propongono sempre la stessa ditta di onoranze funebri durante le varie fasi che avvengono per lo spostamento o l’apertura delle bare dopo i termini dei 20 anni………..denaro mai dichiarato e preso al momento……..con il massimo del disgusto vorrei poter fare qualcosa affinchè tutto questo finisse e per il rispetto di chi non c’è piu’ e viene deturpato da questo giro vizioso e schifoso………Laura Conte

    • OdF scrive:

      Una risposta, anche se dura: Non seppellite più, lasciate le salme in obitorio, riempitegli le celle e fate saltare il sistema. Lo so che sembrerebbe una pazzia e una cosa disgustosa, ma penso sia più disgustoso l’attuale sistema che specula spesso su persone che per pagare il funerale si indebitano!

      Non c’è obbligo di seppellire per alcuno!!!! Così il sistema salterà, … senza soldi tutto salta ….

      Lo so, è difficile quando si parla della propria madre, del proprio padre ma quando si è disperati sotto ricatto …. L’alternativa è continuare così….

      Di fatto si ritorna, se si vuole cambiare, alle rivoluzioni!

      Purtroppo è la realtà e c’è molto di peggio….. D’altronde se siamo un Paese in “caduta libera” un motivo ci sarà …. e il motivo siamo NOI, rassegnati o, di fatto, impossibilitati a fare qualcosa in quanto si vanno a toccare “vecchi e consolidati interessi”, soprattutto, ma non solo, al sud.
      Si pensi che in certi comuni del sud una impresa funebre del nord non ha la possibilità di far transitare sul territorio il proprio carrofunebre, come se le strade non fossero pubbliche ma di privati!
      Purtroppo spesso le persone pensano ai propri interessi privati, al proprio posto di lavoro magari ottenuto grazie a qualche conoscenza. Le persone non capiscono, quando magari sono a giocare a tennis ma, ufficialmente, in malattia da lavoro per stress, quando strisciano il cartellino per un collega, quando sono più alla macchinetta del caffè che al proprio lavoro, quando cazzeggiano su internet invece di eseguire una pratica per un cittadino, ….. le persone (“i furbi”) non capiscono che quando loro fanno così, dall’altra parte c’è sempre un’altra persona (“il poveretto”) che non riceve un servizio, non viene visitato, non ha un certificato che gli serve, non riesce a fare quello che vorrebbe. E prima o poi, ora molto prima che poi….., però i “furbi” si trovano sempre più spesso dall’altra parte ……. ed è per questo che stiamo diventando sempre più un paese di “poveretti”.

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