Il catering funebre: i perché di un fenomeno made in USA

“E fe erano molti i fepolcri de’ santi defonti da onorarli in quefta maniera, portava in giro quefto medesimo vino che dovette fervire per tutto: il quale non folo molto inacquato ma anco tepido fuor di modo (…) fi accoftumò di portare ai fepolcri de’ Martiri il petto pieno di frutti a affai più mondi”.

Un italiano arcaico, lontano da quello odierno, ma senza dubbio chiaro nel significato. Così Sant’Agostino, circa 400 anni dopo la nascita di Cristo, raccontava nelle sue Confessioni cosa avveniva secoli fa durante e dopo un rito funebre. Vino da servire, frutta da gustare…e molto altro. Quasi due millenni dopo, Aldo Fabrizi, nella sua poesia “L’invito”, raccontava invece, col suo classico accento puramente romano, “La tradizione vo’ che ‘sto banchetto, preparato durante l’agonia, se faccia, cor prete er chierichetto. E al momento in cui la pasta viene servita, si brinda alla salute della salma”. E ancora, abbandonando l’Italia, la famosa Soul Cake, la Torta dell’Anima, dolce preparato in tutto il Nord Europa in occasione di funerali e, in seguito, anche famosa canzone di Sting. E come dimenticare gli infiniti film, sia commedie sia drammatici, in cui famosi attori di Hollywood si presentano e raccontano in presenza di un defunto della famiglia?

Insomma, in buona parte del mondo un funerale è visto come occasione per socializzare, “festeggiando” il passaggio di un defunto ad una vita “diversa”, migliore. In America, ad esempio, ancora oggi parenti ed amici si presentano alla veglia con vassoi di torte salate, insalate e pasticci freddi, pronti ad allestire un vero e proprio buffet in grande stile. Tornando su personaggi storici, nell’antica Grecia venivano addirittura istituiti dei giochi funebri in onore del defunto (da Achille con Patroclo o a quelli di Enea per il padre raccontati da Virgilio).

In Italia oggigiorno la questione è ben diversa. Un funerale è visto come il tempo del dolore, della sofferenza, del distacco. Sentimenti che fanno indubbiamente parte di un momento difficile e particolare, ma che non lasciano probabilmente spazio ad una modalità di ricordo del defunto più completa e capace di cogliere appieno il passaggio ad una vita nuova, spesso definita come “migliore”.

Con l’idea di innovazione che da sempre ci contraddistingue, e col fine di proporre un’offerta completa ed a 360 gradi, Outlet del Funerale integra pertanto nel proprio catalogo anche l’opportunità di allestire un servizio catering. La proposta, una particolare opportunità di accoglienza ed unione per familiari, parenti ed amici, la qualità, certificata OdF, ed il prezzo, estremamente vantaggioso, lo rendono un servizio sempre più richiesto da chi ricerca un momento cordiale e raffinato.

outlet del funerale: il catering funebre

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